Chi erano gli italiani al convegno delle destre estreme a San Pietroburgo

In Russia non si erano mai radunate tutte insieme così tante organizzazioni "neofasciste", tra foto di Putin a petto nudo e cosacchi con la frusta.

23 Marzo 2015 alle 17:21

Chi erano gli italiani al convegno delle destre estreme a San Pietroburgo

Un momento del “Forum conservatore russo internazionale” a San Pietroburgo

Domenica 22 marzo a San Pietroburgo il partito nazionalista Rodina (Patria) ha organizzato un convegno con i rappresentanti di tutte le formazioni di estrema destra europea, e questo ha fatto sorgere preoccupazioni per i legami sempre più stretti tra la Russia e gli estremisti nel Vecchio Continente.

 

La lista dei circa 200 partecipanti al primo “Forum conservatore russo internazionale” era piena di leader di partiti europei accusati di anti-semitismo, incitamento a crimini contro gli immigrati, omofobia e apologia del nazismo. Ma la maggior parte dei presenti in sala respingeva l’etichetta di “fascisti”: fasciste, dicono, sono solo le forze al potere a Kiev. A San Pietroburgo c’erano Alba Dorata, il partito nazionaldemocratico tedesco, con l’europarlamentare neonazista Udo Voigt, e Nick Griffin, l’ex leader del partito anti-immigrazione British National Party. Erano presenti anche Forza Nuova, con il suo leader Roberto Fiore e Luca Bertoni, rappresentante dell’associazione Lombardia-Russia, legata alla Lega Nord e sempre presente nelle missioni a Mosca del segretario federale Matteo Salvini.

 

Uniti dall’odio comune per Obama (“un effeminato”) e per l’Unione europea (“la sopravvivenza della cristianità è impossibile senza l’ascesa della Terza Roma: Mosca”), tra cosacchi con frusta di ordinanza e foto di Putin a petto nudo, politici e attivisti di estrema destra si sono ritrovati all’Holiday Inn di San Pietroburgo – città natale del leader del Cremlino – per esprime sostegno a Mosca nel conflitto con l'Ucraina e per promuovere la difesa dei “valori tradizionali”. Gli organizzatori hanno spiegato che l’evento mirava a unire le forze conservatrici europee e russe “nel contesto delle sanzioni contro Mosca e della pressione americana sui paesi Ue e sulla Russia”.

 

La Federazione delle comunità ebraiche di Russia, in un comunicato, ha espresso “estrema preoccupazione per il fatto che sia stato permesso il raduno delle forze più ultranazionaliste d’Europa”. “E’ una danza sulle ossa delle vittime del nazional-socialismo”, dice nel comunicato, che definisce l’evento “inaccettabile”. L'opposizione liberale ha condannato la convention con una manifestazione di protesta fuori dall'Holiday Inn, finita con otto arresti. Aleksandr Verkhovsky, direttore del centro Sova, che monitora i fenomeni di nazionalismo, ha fatto notare al quotidiano Vedomosti che questa è stata la prima volta che in Russia si sono radunate così tante organizzazioni neofasciste.

 

[**Video_box_2**]Il portavoce del Cremlino non ha commentato la vicenda. Rodina è un “partito nel partito” all’interno della formazione di governo Russia Unita. Il suo fondatore è il vicepremier Dmitri Rogozin, che supervisiona anche l’industria della Difesa. Doveva aprire lui il Forum, secondo voci circolate alla vigilia dell’evento, ma la sua partecipazione è poi saltata all’ultimo. Come pure quella del deputato e leader di Rodina, Alexei Zhuravlyov, visto da alcuni solo in platea, ma non intervenuto. Roberto Fiore di Forza Nuova ha rilasciato interviste ed è stato tra i 30 relatori presenti al Forum, mentre erano assenti i rappresentanti del Front National di Marine Le Pen e della Lega Nord, i due maggiori partiti europei di destra, che in molti si aspettavano di vedere al forum dei conservatori proprio per i loro legami con Mosca.

 

“La Lega Nord ha declinato il nostro invito, dicendo che i suoi rappresentanti erano impegnati in Italia”, ha detto al Foglio Yuri Liubomirski, vice-capo del comitato organizzatore del Forum. Liubomirski ha confermato la partecipazione dell’associazione Lombardia-Russia con il segretario Luca Bertoni (tesoriere) e l’attivista Irina Osipova. Ma il presidente di Lombardia-Russia, Gianluca Savoini ha detto al Foglio che “La Lega e l’associazione non c’entrano con il convegno di ieri”. “Non vogliamo avere nulla a che fare con partiti di estrema destra”, ha aggiunto, definendo un’“iniziativa privata” la partecipazione al Forum del segretario della sua associazione, “con la sua fidanzata Irina Osipova” (dell’associazione giovanile italo-russa Rim); entrambi apparivano però nella lista ufficiale dei relatori, pubblicata pochi giorni fa. “Sono andato solo come osservatore”, ha raccontato a sua volta Bertoni, riferendo di aver avuto un incontro con un deputato di Russia Unita a margine del congresso.

 

Il Forum è stato definito da alcuni commentatori russi una “Internazionale fascista”. Secondo Brian Whitmore, da anni osservatore della Russia, il Forum di Pietroburgo è solo una parte della più ampia strategia del Cremlino che, sullo sfondo dell’isolamento in cui è finito per la crisi ucraina, punta a “unire i suoi sostenitori e dividere i suoi oppositori”.

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