effetto Trump #1
La più bruciante sconfitta per i repubblicani è in South Carolina
La democratica Annie Andrews conquista il seggio al Senato appartenuto a Lindsey Graham, sconfiggendo con quattro punti di vantaggio la sorella Darline, scelta da Trump dopo la morte del senatore. Ma nello stesso stato i repubblicani vincono la corsa per il governatore

La prima sorpresa della notte elettorale – in fin dei conti l'unica del tutto inattesa – è arrivata all'inizio, in South Carolina. La democratica Annie Andrews ha sconfitto Darline Graham, dandole quattro punti di distacco. Una sconfitta dolorosissima non solo per l'uscente repubblicana, ma per tutto il Grand Old Party: Darline è la sorella di Lindsey Graham, il senatore dello stato del sud morto improvvisamente lo scorso luglio. Notissimo non solo in patria ma pure all'estero – da trumpiano della seconda ora era un sostenitore incrollabile della causa ucraina, caso più unico che raro – avrebbe dovuto ripresentarsi alle elezioni di novembre, cercando l'ennesima rielezione (era al Senato dal 2003).
Alla sua morte, Trump impose al governatore repubblicano di nominare ad interim la sorella. Lei accettò non convintissima, ancor meno convinta di cercare il mandato pieno. Alla fine, dopo primarie più combattute del previsto, ha vinto e si è giocata il seggio. Perdendolo. Una sconfitta bruciante intanto perché netta, in secondo luogo perché l'elettorato del South Carolina ce l'aveva proprio con lei: sulla stessa scheda, infatti, si sceglieva il governatore. E a vincere è stato il repubblicano Alan Wilson con cinque punti di distacco. Cosa sia accaduto, l'ha spiegato un'elettrice alla Cnn: “Non so se Darline abbia le competenze giuste”. Ecco, il problema dei candidati che, almeno un po', ha contribuito a dare la mazzata al Partito repubblicano
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Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.
