Lezioni da Londra sull’antisemitismo

Il rapporto Bell sulla scuola voluto da Starmer e la dichiarazione Ihra
22 OTT 26
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Foto ANSA

Ogni istituto scolastico dovrebbe celebrare la Giornata della Memoria dell’Olocausto. Secondo quanto riportato dal quotidiano Times, il rapporto curato da Sir David Bell solleciterà l’inclusione dell’antisemitismo come tema esplicito e centrale all’interno dei programmi didattici. La proposta nasce in un contesto di allarme, dato che alcuni istituti hanno evitato di commemorare la ricorrenza – che cade ogni anno il 27 gennaio – a causa del conflitto tra Israele e Palestina. Il documento sottolinea inoltre che tre studenti ebrei su cinque hanno subito episodi di antisemitismo e che alcuni di loro scelgono di non denunciare quanto accaduto, temendo di non essere presi sul serio. A marzo, il governo guidato da Keir Starmer aveva incaricato Bell di condurre un’indagine indipendente. Le scuole devono anche “valutare l’opportunità” di consentire espressioni o simboli di natura politica, come l’uso in aula di distintivi a sostegno della causa palestinese.
Si auspica, inoltre, che tutti gli istituti adottino la definizione operativa di antisemitismo formulata dall’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra). Sì, proprio quella al centro del discusso Ddl antisemitismo in Italia e che molti a sinistra considerano un “bavaglio”. L’esperienza inglese mostra che nominare con precisione il fenomeno, educare in modo strutturato e tutelare gli spazi scolastici dalla propaganda politica non equivale a soffocare il dibattito, ma a impedire che odio e disinformazione si radichino tra i più giovani. Un alunno ebreo di nove anni, che frequenta una scuola primaria pubblica nel nord di Londra, racconta che il suo insegnante gli ha detto che la colpa del massacro del 7 ottobre “è degli ebrei”. Se non agiamo, e anche in fretta, contro questo antico virus mutato in forme nuove, il rischio è che la memoria storica e la convivenza democratica si indeboliscano fatalmente.