Il Regno Unito arresta due lettoni dentro una base della Raf. Ancora

Il quadro che emerge è quello di una guerra ibrida della Russia e dei suoi partner sempre meno confinata al tradizionale spionaggio, ma fatta di ricognizioni e sabotaggi, pressione sulle infrastrutture militari, reclutamenti e tentativi di penetrare sistemi occidentali 
9 OTT 26
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(Foto Getty)

Mercoledì sera la polizia militare britannica ha trovato un’auto abbandonata nei pressi della base della Raf di Molesworth, nel Cambridgeshire, e poche ore dopo ha individuato una breccia nella recinzione. Due cittadini lettoni di 36 e 32 anni, residenti nel Regno Unito, sono stati arrestati all’interno del perimetro. La loro posizione è stata poi aggravata con l’accusa prevista dal National Security Act di essere entrati in un sito proibito con uno scopo pregiudizievole per il Regno Unito. La polizia antiterrorismo sta cercando di capire il movente e, per ora, non stabilisce alcun collegamento con il caso della base Raf di Fairford, dove la settimana scorsa sono state arrestate sette persone nell’ambito di un’indagine su una possibile preparazione di un attacco, probabilmente orchestrato dall’Iran.
Molesworth non è però una base qualunque: ospita un centro d’intelligence della Nato e un importante hub dell’intelligence militare statunitense in Europa e Africa. Soltanto un giorno prima, e cioè martedì scorso, è stato arrestato dalla polizia militare britannica Teddy Young, 24 anni, marinaio della Royal Navy specializzato in intelligence militare. Young è accusato di avere conservato materiale classificato e di essersi preparato a trasmetterlo a una potenza straniera, traducendo in russo un messaggio e cercando un portale attraverso cui inviare informazioni alla Russia.
E’ il primo militare britannico incriminato in base al National Security Act del 2023. Il quadro che emerge è quello di una guerra ibrida della Russia e dei suoi partner sempre meno confinata al tradizionale spionaggio, ma fatta di ricognizioni e sabotaggi, pressione sulle infrastrutture militari, reclutamenti e tentativi di penetrare sistemi occidentali. Ma c’è anche un’altra ragione per cui certe notizie sembrano moltiplicarsi. Le grandi potenze europee stanno iniziando a chiamare queste attività con il loro nome e a dotarsi di strumenti di sicurezza nazionale per contrastarle. E quindi il punto non è più soltanto scoprire l’azione russa, ma impedire che possa passare inosservata.