EDITORIALI
Il grillismo cede ancora sugli inceneritori
I termovalorizzatori, macchine complesse che bruciano quella parte dei rifiuti urbani non recuperabile, producendo elettricità e spesso calore, sono la bestia nera dei 5 Stelle. In Sardegna però, come a Parma, ha prevalso il realismo e un inceneritore entrerà in funzione fra pochi mesi
1 OTT 26

(Foto Ansa)
Il primo sindaco eletto con il movimento 5 Stelle in una città importante, Parma, è stato Federico Pizzarotti. Ma la sua luna di miele non con la città, che anzi gli ha riconosciuto una discreta capacità, ma con il suo movimento di appartenenza è durata pochi mesi. Lette le carte e studiato il progetto, Pizzarotti decise di non rompere il contratto con Iren per la realizzazione di un nuovo termovalorizzatore. Esattamente il contrario di quanto promesso in campagna elettorale e di quanto contenuto nei programmi elettorali dei 5 Stelle in tutta Italia. Virginia Raggi, ex sindaca della Capitale, ancora oggi fa la guerra a Roberto Gualtieri, che ne sta costruendo uno al servizio di Roma. I termovalorizzatori, macchine complesse che bruciano quella parte dei rifiuti urbani non recuperabile, producendo elettricità e spesso calore, sono la bestia nera dei 5 Stelle. Da quelle parti si pensa che i rifiuti possano evaporare nel nulla.
Ma adesso ci si mette anche la prima presidente di regione dei 5 Stelle. Nella regione governata da Alessandra Todde un inceneritore entrerà in funzione fra pochi mesi. Anche in questo caso ha prevalso il realismo, anche perché l’ingegnera Todde sicuramente sa fare di conto. Certo, la presidente si è messa in una posizione piuttosto scomoda, per così dire. Ha promosso una moratoria sui nuovi impianti rinnovabili e ha autorizzato l’apertura di un inceneritore. I poveri 5 Stelle e tutto il campo largo non ci capiscono più niente. All’epoca dei fatti di Parma il movimento, allora ancora grillino, sosteneva che termovalorizzazione e raccolta differenziata non andassero d’accordo. Il primo avrebbe ucciso la seconda. Risultato: dopo più di 10 anni di funzionamento dell’impianto, la raccolta differenziata è passata dal 45 per cento all’80 per cento. Un record. E Pizzarotti, espulso nel frattempo dai 5 Stelle, si è ripresentato alle elezioni ed è stato confermato sindaco per un secondo mandato.