L’assist di Enel ed Eni per Meloni

Le mosse sull’energia non danno più alibi alla premier sugli aiuti alle imprese 
30 SET 26
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Foto ANSA

Dopo i carburanti, l’energia elettrica: Plenitude, società del gruppo Eni, ha annunciato un’offerta, in vigore dal 1 ottobre, con uno sconto del 30 per cento e prezzo bloccato per due anni. Enel ha reagito rilanciando un’offerta disponibile da aprile, con uno sconto del 50 per cento della durata di due anni. Secondo la società di Viale Regina Margherita, è l’offerta più conveniente tra quelle dei maggiori operatori e comporta un risparmio di 200 euro l’anno rispetto ai valori correnti. La componente energia, che riflette i costi di approvvigionamento all’ingrosso, viene bloccata a 108 euro/MWh, al di sotto perfino degli attuali corsi del mercato all’ingrosso.
Cosa sta succedendo sui mercati energetici? Si stanno verificando contemporaneamente due fenomeni. Da un lato, gli operatori di maggiori dimensioni vedono evidentemente un’opportunità commerciale nella possibilità di lanciare offerte di fatto sottocosto, con le quali fare incetta di clienti. Le perdite a valle, questo è il ragionamento, possono essere compensate attraverso i maggiori guadagni a monte (vale sia per l’estrazione e raffinazione del greggio, sia per la produzione e vendita all’ingrosso di energia elettrica). Dall’altro lato, i colossi di stato si smarcano da una feroce polemica che si è trascinata per mesi, e che li vedeva sul banco degli imputati con l’accusa di lucrare sulla crisi di Hormuz. Evidentemente le ripetute richieste di Giorgia Meloni di dimostrare maggiore senso di responsabilità verso un paese in difficoltà non sono cadute nel vuoto. La manovra a tenaglia – da cui emerge anche la rivalità tra i due gruppi – lascerà probabilmente due gruppi di scontenti: i rivali, che non riescono a raggiungere prezzi comparabili a quelli dei Big, e le aziende di maggiori dimensioni, visto che queste offerte sono per ora riservate alle famiglie e alla clientela retail. Dal punto di vista politico, però, Eni ed Enel risolvono un problema a Meloni, che potrà ora concentrare gli eventuali aiuti pubblici sulle imprese, mettendo un ulteriore tassello nel suo percorso verso le elezioni.