editoriali
All’Italia serve un “disarmo” sull’energia
Il governo è in ritardo, l'opposizione benaltrista. Servono sia rinnovabili, rapide nell'installazione, sia il nucleare, per la fornitura continuativa di elettricità decarbonizzata
25 SET 26

Foto ANSA
Il Senato ha approvato la legge delega sul nucleare ed è subito partito il gioco di posizionamento: il governo rivendica “un passo importante per il paese” (così ha affermato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin); l’opposizione lamenta che sono solo “chiacchiere atomiche” (ha detto Annalisa Corrado, responsabile ambiente del Pd). In realtà, l’Italia avrebbe bisogno di un disarmo bilaterale e di una seria riflessione sull’energia. Continuare a dividersi su questioni su cui bisogna costruire strategie di lungo periodo fa solo il gioco degli speculatori. Così, fa bene la maggioranza a rivendicare il risultato raggiunto, ma dovrebbe avere l’onestà di riconoscere che abbiamo perso almeno tre anni: era il 9 maggio 2023 quando la Camera approvò una mozione a prima firma Luca Squeri (responsabile energia di FI) che dava un forte impulso in questa direzione. Invece di cogliere l’attimo, l’esecutivo se l’è presa comoda e ora i tecnici del ministero dell’Ambiente dovranno scrivere in fretta e furia i decreti delegati, ammesso e non concesso che ci sia modo di approvarli prima della fine della legislatura.
Se il dossier avesse ricevuto l’attenzione che merita, oggi vi staremmo dando attuazione e tutto avrebbe contorni molto più solidi. Ma anche il Pd sta giocando una partita benaltrista: se non ha “alcuna preclusione ideologica sul nucleare”, come ha detto Elly Schlein al Foglio lo scorso 23 luglio, perché non ha cercato una mediazione col governo? Usare le rinnovabili (di cui c’è bisogno) per contrastare il nucleare è una mossa di scarsa levatura, uguale e simmetrica a quella contraria: l’Italia necessita sia di rinnovabili, che si possono installare rapidamente, sia di nucleare, che ha tempi più lunghi ma può garantire la fornitura continuativa di energia elettrica decarbonizzata. Il paradosso è che tutti, quando interrogati sull’energia, indicano la Spagna come modello: ciascuno vi vede solo quello che gli interessa. Invece bisognerebbe guardare l’immagine complessiva, che non è fatta di rinnovabili o nucleare, ma di rinnovabili e nucleare. Prendere nota please.