editoriali
La Difesa europea ha bisogno di petrolio
La crisi dell’export saudita grava sulle nostre riserve energetiche, necessarie per proteggerci da Putin
19 SET 26

Foto ANSA
I due scenari – la guerra in Ucraina e il conflitto in medio oriente – ancora una volta dimostrano di essere ben più che collegati. Perché una macchina di Difesa, per funzionare, ha bisogno di energia. Ieri il presidente francese Emmanuel Macron, presidente di turno del G7, ha detto che nelle prossime settimane si terrà una riunione dei paesi membri per rafforzare la cooperazione sulle questioni energetiche. In caso di attacco della Russia a un paese membro della Nato, il problema è la disponibilità complessiva di prodotti petroliferi: diesel per camion, carri e generatori, la benzina per i mezzi leggeri, il carburante navale, il jet fuel per l’aviazione, e soprattutto la capacità di raffinare e distribuire tutto questo dove serve.
Secondo Bloomberg, ieri Saudi Aramco ha avvertito i suoi compratori europei che a ottobre potrebbe non consegnare il greggio previsto dai contratti, dopo l’attacco all’oleodotto East-West, ed è l’ennesimo colpo a un sistema energetico che arriva già sotto pressione: l’Unione europea obbliga gli stati a mantenere scorte equivalenti ad almeno 90 giorni di importazioni nette o 61 giorni di consumo, ma queste riserve possono essere costituite da greggio e prodotti petroliferi diversi. E nel 2026 il sistema globale ha già consumato una parte eccezionale del proprio cuscinetto: secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, le scorte mondiali sono diminuite di circa 507 milioni di barili dall’inizio della guerra in medio oriente e i paesi membri dell’Agenzia hanno già utilizzato oltre 300 milioni di barili delle riserve di emergenza. Bruxelles dice anche che oggi non c’è una carenza fisica di carburante nell’Ue, ma segnala una particolare volatilità per diesel e jet fuel: il 40 per cento di quello che importiamo viene da Hormuz. Se domani l’Europa dovesse sostenere una guerra convenzionale sul fianco orientale, il problema principale sarebbe il carburante: ecco perché sul tema c’è all’improvviso un allarme collettivo senza precedenti.