EDITORIALI
I piloti belgi rifiutano Israele. Coscienza aerea a geometria variabile
I sindacati belgi rivendicano per gli equipaggi il diritto di non volare a Tel Aviv per ragioni di coscienza. Ma Brussels Airlines continua a servire regimi autoritari, giunte militari e paesi dove i diritti civili sono sistematicamente violati
4 SET 26

Come altre compagnie europee, Brussels Airlines ha ripreso i voli per Tel Aviv dopo mesi di stop a causa della guerra con l’Iran. I sindacati di volo belgi però obiettano, citando motivi di sicurezza ed etici. Sui primi, si può chiaramente comprendere. L’aeroporto Ben Gurio è spessp preso nel mirino dai terroristi. Sui secondi, ci sarebbe da dire molto.
“Chiunque abbia gravi obiezioni di sicurezza o di coscienza deve poter rifiutare questi voli senza subire conseguenze finanziarie, professionali o disciplinari”, spiega il rappresentante del sindacato Puls, Jolinde Defieuw. Israele è una democrazia parlamentare con elezioni serrate, una stampa litigiosa, una Corte suprema invisa al governo, un’opposizione che non fa sconti in Parlamento e un primo ministro in carica processato nei tribunali. Non è una dittatura. E’ l’unica democrazia del medio oriente. Se la coscienza del pilota belga deve interrompere una rotta per “obiezione etica”, ecco qualche suggerimento.
Brussels Airlines conta diciotto destinazioni subsahariane. Molti di questi paesi, dice Freedom House, hanno punteggi bassissimi su diritti politici e civili, con leader al potere da decenni, giunte militari ed elezioni finte. Burkina Faso: giunta militare dopo i colpi di stato. Burundi: regime autoritario. Camerun: Paul Biya al potere da oltre quarant’anni. Guinea: giunta militare. Uganda: Yoweri Museveni al potere da decenni.
Si sorvola e si procede? Teocrazia feroce, morale di stato, impiccagioni, donne sotto tutela penale. Se Israele è intollerabile in cabina, volare sopra Teheran cosa sarebbe? I piloti belgi volano già sopra e dentro l’autoritarismo reale. Invocare la “coscienza” per colpire Israele significa ammettere che la bussola non punta al diritto, ma al consenso.