Editoriali
Fratoianni, amico dei padroni
Nazionalizzare per trasferire centinaia di miliardi agli azionisti. L’idea di Avs
26 AGO 26

Foto ANSA
Nicola Fratoianni chiede “il ritorno al controllo pubblico di tutte le reti infrastrutturali e dei servizi strategici del paese, a partire dall’acqua e dall’energia”. Qualcuno dovrebbe informarlo che è già così: le grandi reti per la trasmissione dell’energia elettrica e il trasporto del gas sono gestite, rispettivamente, da Terna e Snam, società a controllo pubblico. Quelle per la distribuzione locale delle commodity energetiche sono in gran parte in pancia a società a controllo pubblico, all’interno di gruppi quali Enel, A2A, Iren, Hera e Italgas. Per quanto riguarda l’acqua, circa il 95 per cento degli italiani è servito da gestori a controllo pubblico. Le reti ferroviaria, autostradale e di telecomunicazioni sono interamente o in gran parte gestite da soggetti pubblici. Tutte le maggiori società nei settori dell’energia elettrica, del gas e delle telecomunicazioni sono a controllo pubblico.
In questo contesto, la proposta del leader di Avs è surreale: lo stato non avrebbe alcun beneficio a comprare ciò che già controlla, mettendo il cappello su aziende di cui già esprime i vertici e che, anche nei rari casi in cui sono effettivamente private, sono strettamente regolamentate. In compenso, l’acquisto delle quote in possesso di azionisti di minoranza drenerebbe dal bilancio pubblico centinaia di miliardi: per stare solo alle imprese controllate dal Mef, che rappresentano circa un terzo dell’intera capitalizzazione della Borsa italiana, via XX Settembre possiede quote per circa 133 miliardi a fronte di un valore complessivo di 395 miliardi. Forse Fratoianni non se ne rende conto, ma per arrivare al 100 per cento del capitale lo stato dovrebbe utilizzare il gettito delle tasse (pagate in prevalenza dai lavoratori) per compensare gli investitori, quelli che nella sua retorica sono “speculatori” che nuotano negli “extraprofitti”. Avs è stato tra i sostenitori del Superbonus, che ha trasferito centinaia di miliardi alla rendita immobiliare: adesso è il turno della rendita finanziaria. Se ci fosse un “Partito dei padroni” avrebbe il programma di Fratoianni.