editoriali
La fiction grottesca di Travaglio e Caselli su Falcone e Andreotti
Pur di sostenere l’oscenità sul magistrato, ora i due si inventano un’immagine artefatta dello statista, inconsapevole promotore indiretto dei suoi successivi guai giudiziari

Foto ANSA
Continuando ad avvinghiarsi nelle sue contraddizioni, ora Marco Travaglio accusa chi ha criticato la sua insinuazione oscena su Giovanni Falcone (volta a dargli di mezzo mafioso), tra i quali naturalmente i commentatori del Foglio, di essere un cretino, lui scrive “mononeurone” che non ha capito che si trattava di una battuta di spirito. Gli viene in soccorso Giancarlo Caselli, il grande accusatore fallimentare di Andreotti, che riconosce anch’egli i meriti dell’azione svolta da Falcone come direttore degli affari penali al ministero della Giustizia con iniziative (allora però fortemente contestate dalla magistratura corporativa) e risolve il problema della presunta incompatibilità col “mafioso” Giulio Andreotti alludendo a una “disattenzione” dello statista democristiano accompagnata dalla considerazione metafisica che “anche Belzebù può commettere qualche errore”. Raschiare il barile, come si dice.
Dal Falcone in qualche modo implicato nel sistema di potere andreottiano della prima puntata della saga travagliesca, si passa a un astuto infiltrato nelle linee nemiche che grazie alla “distrazione” dei politici collusi è riuscito a costruire sotto il loro naso un rinnovamento del sistema giudiziario antimafia che avrebbe portato “a finire impagliato… proprio quella vecchia volpe di Andreotti”. A questo punto della telenovela pro Ranucci, scopriamo dunque che il governo Andreotti operò in modo efficace e innovativo contro la criminalità organizzata, ma senza rendersene conto. Così, per far quadrare i conti delle proprie enormità, la “vecchia volpe” diventa un povero cretino inconsapevole. Ora, tra le innumerevoli accuse che sono state rivolte ad Andreotti non era mai apparsa quella di essere incapace di capire e disattento. Ma per far quadrare una tesi inverosimile volgare e accusare chi la critica di non capire niente, si costruisce un’immagine artefatta di un Andreotti inconsapevole promotore indiretto dei suoi successivi guai giudiziari. C’è da domandarsi chi sia il vero Belzebù di questa vicenda, in attesa delle prossime convulsioni.