La linea “anomala” sui migranti è proprio quella del Pd

Le accuse di Schlein a Frederiksen non reggono alla prova politica: escluso il governo spagnolo, i socialisti europei hanno posizioni variegate, soprattutto quelli che fanno parte di coalizioni allargate

19 AGO 26
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Foto ANSA

La segretaria del Pd Elly Schlein accusa la premier danese, la socialdemocratica Mette Frederiksen, di essersi contrapposta, col suo accordo con Giorgia Meloni sulla necessità di contrastare l’immigrazione clandestina in Europa, alla linea della sinistra europea. Anomala, dice. In realtà solo i socialisti spagnoli di Pedro Sánchez hanno espresso un netto dissenso dalla premier danese, ma questo è accaduto solo dopo che lei aveva stigmatizzato gli errori nella gestione spagnola della crisi di Ceuta. E lo stesso Sánchez ha una politica un po’ stravagante sull’immigrazione, da una parte regolarizza i clandestini a mezzo milione per volta (soprattutto quelli di origine sudamericana), dall'altra ha un accordo con il Marocco perché spari contro chi tenta di passare i confini con le exclave africane della Spagna; ed è proprio la decisione marocchina di rompere quell’accordo che aveva provocato la crisi delle settimane scorse, seppure sembra che verrà rinnovata in questi giorni.
Gli altri partiti socialisti hanno posizioni variegate, soprattutto se, come quelli tedeschi, partecipano a coalizioni ampie. Inutile ricordare che il partito socialista albanese esprime il premier che ha concordato con il governo italiano la costituzione del famoso centro di controllo dei migranti. Resta il fatto che quando due anni fa in Europa si votò il Patto su asilo e migranti, il Pse votò a favore del testo (approvato anche da Fratelli d’Italia), con l’eccezione del Pd. Se ne può dedurre che non è Frederiksen, ma proprio Schlein, a sostenere posizioni anomale nel contesto del socialismo europeo. D’altra parte non si può dimenticare che le posizioni sulla questione migratoria risentono della condizione specifica dei singoli paesi, della collocazione geografica che finisce col contare di più dell’appartenenza politica. Così anche i proclami politici complessivi, su cui si possono trovare accordi generici, finiscono con l’influire poco sui comportamenti concreti. Schlein, dall’opposizione, condanna tutti e tutto, ma alla fine appare, e non solo alle destre, isolata e velleitaria.