editoriali
Limes, ma da che parte stai?
Dopo l’esplosione a Colleferro, la rivista geopolitica ha ripubblicato una mappa della “geografia dell’industria militare” nella Tiburtina Valley. Il nodo della sicurezza, anche nell’informazione
18 AGO 26

Foto LaPresse
"Non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno”. Così ha risposto Guido Crosetto sull’attendibilità della “pista russa” tirata fuori per l’esplosione a Colleferro di una fabbrica di munizioni della Knds Ammo Italy che riforniva l’Ucraina, mentre il leader di Azione Carlo Calenda chiedeva al governo di riferire in parlamento per togliere “l’incertezza su un possibile attacco ibrido russo”. Nel frattempo il Copasir segue la vicenda, e la procura di Velletri indaga su entrambe le ipotesi: disastro colposo per opera di ignoti, ma anche sabotaggio, “tenendo in considerazione il quadro internazionale”. Tre giorni prima in Bulgaria era saltato in aria il deposito della Emco a Beliča, che pure fornisce munizioni all’esercito ucraino.
La magistratura ci dirà cosa è avvenuto davvero a Colleferro, ma intanto la scelta di Limes di commentare la notizia con la pubblicazione di una mappa della “geografia dell’industria militare” nella Tiburtina Valley è sembrata a molti piuttosto irresponsabile. La mappa era stata già pubblicata dalla rivista di geopolitica il 4 marzo scorso, sulla base di dati “open source”: di certo i servizi segreti russi non hanno bisogno dell’infografica di Limes per sapere dove colpire, ma in un’Europa, sotto pressione per le operazioni ibride serviva davvero pubblicare la geografia degli impianti italiani, col rischio che qualche ammiratore di Putin decida di agire da solo (e gratis)? Nei giorni successivi all’esplosione di Colleferro, sui social network numerosi profili falsi automatici riconducibili a bot russi hanno celebrato l’esplosione al pari di una vittoria sul campo. Proprio questo ha contribuito a convincere la Procura ad aggiungere la pista del sabotaggio a quella per disastro colposo. Hanno dato inoltre grande risalto alla notizia sia profili e canali Telegram riconducibili a RT/Ruptly, sia il Coordinamento nazionale No Nato e il canale Donbass Italia di Vincenzo Lorusso. Limes intanto, come spesso succede, si distingue per superare sempre quella linea di confine tra il diritto di spararla grossa e la salvaguardia della sicurezza nazionale in un contesto geopolitico a dir poco polarizzato.