La rotta di Piantedosi in audizione a San Macuto

Oggi il ministro verrà ascoltato dal Comitato per Schengen, mentre rischiano di aprirsi contenziosi con Berlino. In questo momento, però, mantenere buoni rapporti è più importante che mai

13 AGO 26
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Foto ANSA

In attesa di scoprire se il giorno di Ferragosto sarà un’altra apocalisse migratoria a Ceuta, cosa di cui si può al momento ragionevolmente dubitare, si può soltanto attendere per capire come se la caverà invece il governo italiano con le prossime mosse sullo scacchiere della guerra diplomatica e di nervi e propagande incrociate europee in corso. Il compito non semplice, ricade oggi soprattutto sulle spalle del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Mentre la tensione con Madrid resta alta, la giornata ieri si era aperta con un peggioramento del meteo sulla rotta tedesca. Berlino ha nei giorni scorsi confermato la decisione di espellere i migranti dublinanti verso l’Italia, come previsto dagli accordi. Anzi, il portavoce del ministro dell’Interno tedesco ha detto: “Siamo un po’ sorpresi dell’agitazione sulla questione e delle divergenze con Roma”. Infatti, ha spiegato, “Berlino e Roma già da tempo collaborano bene sulla questione migratoria e sulla implementazione del sistema di asilo comune, nell’autunno 2025 abbiamo chiuso accordi bilaterali con Italia e Grecia, stabilendo che le norme di Dublino sarebbero state nuovamente applicate dall’entrata in vigore del sistema europeo comune di asilo, a giugno 2026”.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha smorzato le polemiche, “non credo ci sia un problema”, ma ha tenuto il punto sul tema delle navi Ong battenti bandiera tedesca che hanno fatto sbarcare migranti. In questo clima incerto, oggi Piantedosi sarà in audizione a San Macuto davanti al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, a spiegare come proceda il ripristino dei controlli alle frontiere tra Italia e Spagna. L’“amica” Mette Frederiksen ha ribadito al Parlamento di Copenaghen la propria visione, ma senza forzature. Starà al governo italiano, anche facendo tesoro delle recenti parole del Quirinale sul rispetto dei migranti, cercare una linea che, pur tenendo conto degli ovvi problemi elettoralistici, non peggiori i rapporti europei senza, peraltro, portare risultati utili.