L’attacco russo a Meloni è una medaglia

 Perché gli insulti della tv russa mostrano il coraggioso posizionamento italiano

di
21 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:12 PM
Immagine di L’attacco russo a Meloni è una medaglia
Vladimir Solovyev, conduttore di una trasmissione di “informazione” della televisione russa, ha vomitato una serie di insulti irripetibili nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Non è la prima volta che dalla Russia vengono attacchi personali da dirigenti politici italiani: la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca aveva già attaccato duramente Sergio Mattarella. In questo caso, però, colpisce il fatto che non si contestino posizioni o atti politici sgraditi, ma che si passi all’insulto personale. C’è da sperare che, di fronte a questo attacco sfrontato e disgustoso (la premier ha ricevuto la solidarietà del capo dello stato, il ministro degli Esteri ha convocato l’ambasciatore russo), la reazione italiana sia unanime, senza distinguo tra le posizioni politiche. Ci si domanda perché la propaganda putiniana scenda così in basso, e viene da pensare che alla base di questo comportamento ci siano una sensazione di isolamento e la rabbia per la tenacia di quei leader europei, tra i quali primeggia la nostra premier, che si battono per una cessazione dell’aggressione russa all’Ucraina e l’avvio di negoziati per una pace giusta. Anche chi, non si capisce bene per quale ragione, esprime comprensione per le posizioni russe dovrebbe domandarsi perché la propaganda di Mosca sia talmente priva di argomenti da doversi rifugiare nell’insolenza e nel turpiloquio. Un attacco di questo genere va considerato una medaglia, una conferma della nettezza e dell’efficacia delle posizioni assunte, perfino una sorta di superiorità morale nei confronti di antagonisti scesi a questo livello. Ci saranno le proteste ufficiali, la convocazione dell’ambasciatore russo, atti giusti per quanto formali. Quello che servirebbe di più è un’indignazione popolare, che smentisca nel modo più chiaro l’accusa lanciata dal commentatore russo di aver “tradito il proprio elettorato”. E’ vero il contrario: sostenendo l’Ucraina con coerenza, come aveva già fatto anche quando era collocata all’opposizione, Meloni ha espresso una linea chiara, quella che dà fastidio ai putiniani e che proprio per questo va apprezzata da tutti gli italiani.