La schizofrenia sullo smart working

Incentivarlo o renderlo più difficile? Il governo si mette in trappola da solo: promuovere una visione generale giusta per poi ostacolarla con applicazioni meccaniche e burocratiche di norme anche piuttosto incomprensibili

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8 APR 26
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© foto Ansa

Tra le misure allo studio del governo per affrontare l’emergenza energetica c’è un’espansione dello smart working, cioè del lavoro da casa che ovviamente ridurrebbe il consumo di carburante evitando gli spostamenti verso il luogo di lavoro. Contemporaneamente, però, proprio ieri è entrata in vigore una legge che commina multe fino a 2.500 euro ai datori di lavoro che non informano correttamente i dipendenti sulle misure di sicurezza da adottare per il lavoro da casa. Si tratta dell’applicazione anche a questo settore di una norma per le imprese minori, che non era mai stata usata per questo tipo di lavoro, anche perché non è facile capire quali siano le norme di sicurezza necessarie in un’abitazione privata. E’ uno dei casi in cui la visione generale, in questo caso giusta, che impone un rafforzamento di un tipo di lavoro, viene ostacolata da applicazioni meccaniche e burocratiche di norme peraltro piuttosto incomprensibili. L’esigenza di dare un messaggio chiaro e univoco viene contraddetta e quindi indebolita proprio dalla stessa fonte che dovrebbe invece rafforzarla. Nessuno si è reso conto di questa schizofrenia? Un governo in cui non si riesce a far prevalere, anche nella comunicazione, l’indirizzo fondamentale, in cui non ci si accorge che in questo modo si confondono le idee alle imprese, che nel dubbio sono indotte a non fare nulla, ha evidentemente bisogno di una regolata. Specialmente nelle situazioni di possibile emergenza, questi pasticci finiscono col creare un clima di confusione che è esattamente il contrario di quel che serve. Nessuno chiede una gerarchizzazione asfissiante dei ruoli di governo, ma quello che invece serve è una comprensione da parte di tutti i ministeri dell’ordine di priorità, il che non è peraltro affatto difficile da ottenere. C’è da sperare che le misure controproducenti, oltre che inutili e incomprensibili, vengano cancellate, che il messaggio principale sull’esigenza di favorire il lavoro da casa abbia la forza comunicativa necessaria, che errori di questo tipo non vengano ripetuti. E’ una speranza, non una certezza, purtroppo.