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Editoriali

Il risparmio tedesco sul gas

Redazione

In Germania il segnale di prezzo riduce la domanda. L’Italia che fa?

La Germania si è messa nei guai sul fronte energetico legandosi completamente alla Russia e, ancora oggi, il governo soprattutto nella sua componente verde mantiene illogici tabù contro il nucleare che farebbe risparmiare preziosissimo gas. Ma negli ultimi mesi ha preso sul serio l’emergenza e si è impegnata in una riduzione dei consumi. Berlino deve rispettare l’impegno europeo di tagliare la domanda di gas del 15 per cento da agosto 2022 a marzo 2023, per contenere l’aumento dei prezzi ed evitare la scarsità di metano. I dati, elaborati dal Fmi, mostrano che il paese è già in linea con il target: la Germania ha ridotto il consumo di gas del 17 per cento a maggio, dell’8 per cento a giugno e del 15 per cento a luglio rispetto alla media dei cinque anni precedenti. La gran parte del risparmio è arrivata dal settore industriale, molto più che dalle famiglie.

 

Il Fmi esclude un effetto delle temperature, analoghe agli anni precedenti. La ragione principale è, brutalmente, il segnale di prezzo: con costi superiori del 270 per cento le imprese hanno consumato meno. Ciò ha comportato anche una riduzione della crescita, che nel secondo trimestre del 2022 è a zero. L’Italia ha fatto l’opposto: grazie ad aiuti tra i più generosi in Europa (con una spesa per famiglie e imprese del 2,8 per cento del pil, contro l’1,7 della Germania) le imprese hanno continuato a lavorare, pur tra criticità, e la crescita trimestrale è stata superiore al previsto (+1 per cento). Ma i risparmi di gas sono marginali: secondo i dati del Mise -1,8 a maggio, -2 per cento a giugno, -3,2 a luglio. E’ vero che l’obiettivo di risparmio di gas per l’Italia è del 7 per cento, ma il piano previsto dal ministro Roberto Cingolani non è ancora partito ed è basato su misure volontaristiche che possono essere insufficienti nel caso di un inverno più rigido del solito. L’Italia è in una posizione migliore anche per l’ottimo lavoro sugli approvvigionamenti del governo Draghi, ma per evitare brutte sorprese in pieno inverno, come razionamenti improvvisi e disordinati, sarebbe meglio iniziare presto a ridurre i consumi.

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