Su Ilva, meno Schlein più Salis

Mentre Pd e sindacati continuano ancora ad andare dietro alla favola di Urso del siderurgico green più grande d’Europa, la sindaca di Genova è stata più concreta proponendo di provvedere con forniture di coils dall’estero da lavorare nei laminatoi della sua città

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Foto Ansa

Giorgia Meloni la settimana scorsa da Bruxelles ha detto che dall’inizio del mandato questo governo ha messo 5 miliardi sull’Ilva. Qualunque opposizione le avrebbe chiesto come sono stati investiti, dato che, secondo la Cassazione, c’erano ancora amianto ed emissioni. E soprattutto dato che nelle casse dell’amministrazione straordinaria non è rimasto un centesimo, con gli operai in cassa e gli impianti spenti ancora prima della sentenza. Invece il capo dell’opposizione, Elly Schlein, ne voleva ancora di più: “Dopo quattro anni in cui questo governo non ha fatto nulla e non ha messo un euro per trovare delle soluzioni per i tarantini, per i lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto, adesso servono risposte e prospettive chiare nel rispetto di quella sentenza, della salute dei tarantini, della dignità di quei lavoratori e di quelle lavoratrici che meritano risposte certe”.
Ma perché intanto non le dà lei queste risposte? Come invece ha fatto Silvia Salis, sindaca di Genova, più concreta: “La procedura di vendita deve essere definita con massima urgenza, poiché dal suo esito dipendono la salvaguardia di una produzione strategica per il paese come l’acciaio, la riqualificazione degli impianti e, soprattutto, il futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie. L’operatività dello stabilimento di Genova può essere garantita attingendo temporaneamente anche a materie prime esterne”. Al tavolo con il governo, Salis ha proposto di provvedere con forniture di coils dall’estero da lavorare nei laminatoi di Genova. Gli stabilimenti a freddo del nord infatti si possono salvare, rendendoli autonomi da Taranto. Mentre per il ciclo integrale non c’è più speranza. Gli unici ad averlo detto, da almeno due anni, sono Carlo Calenda e il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri. Mentre tutti gli altri, Pd e sindacati, continuano ancora ad andare dietro alla favola di Urso del siderurgico green più grande d’Europa.