Economia
LA PROTESTA •
Dopo i tir la nuova grana di Salvini sono Taxi e Ncc, insieme contro il caro carburante
Presidio davanti al ministero dei Trasporti per chiedere agevolazioni sui rifornimenti e incentivi per sostituire le vetture. Nessuna interruzione del servizio, ma resta l’ipotesi dello sciopero. Domani assemblea dei tassisti a Firenze

(Foto Ansa)
Il caro carburante ha portato nella stessa piazza tassisti e autisti Ncc, abitualmente divisi sulle regole della concorrenza. Circa trecento conducenti si sono riuniti questa mattina davanti al ministero dei Trasporti, a Roma, per chiedere al governo sostegni contro i rincari di benzina e gasolio. Dopo la tregua con autotrasportatori, agricoltori e pescatori, Matteo Salvini deve affrontare una nuova mobilitazione.
Le due categorie denunciano che i rincari stanno riducendo i guadagni. “Il prezzo dei carburanti è aumentato del 40 per cento, ma noi tassisti abbiamo le tariffe bloccate dai Comuni. Noi chiediamo di ridurre i nostri costi, per non penalizzare l’utenza”, ha detto all'Ansa Andrea Teruzzi, tassista milanese di itTaxi. Le richieste riguardano il rafforzamento del credito d’imposta, per compensare parte delle spese di rifornimento, e l’estensione a taxi e Ncc delle agevolazioni sul gasolio già previste per gli autotrasportatori. Chiedono inoltre contributi straordinari per le spese già sostenute e incentivi per acquistare vetture ibride ed elettriche.
Il presidio, promosso da Uri, itTaxi e Unicoop con l’adesione degli Ncc di MuoverSì, è cominciato poco dopo le dieci a Porta Pia. I partecipanti hanno manifestato a piedi, senza blocchi né interruzioni del servizio. “Siamo venuti a piedi perché il carburante è caro, ma se non saremo ascoltati, la prossima volta, magari, verremo con le macchine”, hanno detto dalla piazza. “Lo sciopero quindi non è escluso”, ha avvertito Walter Sacco, rappresentante di itTaxi, lamentando che le richieste di un incontro sono rimaste senza risposta.
Dal palco Loreno Bittarelli, presidente di itTaxi, ha ringraziato gli Ncc per la partecipazione e criticato gli assenti. “Mi meraviglio che qui oggi non ci siano altre sigle di taxi ed Ncc”, ha detto, sostenendo che i contrasti tra le categorie abbiano favorito l’ingresso nel mercato di altri operatori, dalle golf car ai servizi di cortesia degli alberghi. “Noi litighiamo e altri vengono a mangiare nel nostro piatto”. Andrea Romano, presidente di MuoverSì, ha sottolineato la novità della manifestazione congiunta. “Le differenze fra di noi non scompaiono, ma oggi qui è successo qualcosa di storico. Non c’era mai stata una mobilitazione insieme”.
Non tutte le organizzazioni dei taxi hanno aderito. Uritaxi, distinta dall’Unione dei radiotaxi Uri, ha criticato le posizioni dei promotori sulle piattaforme e sulle regole del settore. Parteciperà invece all’assemblea di domani a Firenze, dove altre sigle discuteranno le prossime iniziative. Sempre domani Salvini e il viceministro Edoardo Rixi incontreranno gli autotrasportatori per discutere gli interventi strutturali ancora da definire dopo i 105 milioni stanziati la scorsa settimana, compreso il mantenimento del credito d’imposta nel medio periodo.