Il rischio politico colpisce l'euro. La crisi francese restringe lo spazio della Bce

I rendimenti di Parigi ai massimi dal 2011 spingono in basso la moneta unica e riaccendono i timori di contagio. La Bce si trova davanti al dilemma del Tpi
6 OTT 26
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Il rapido aumento dei rendimenti dei titoli di stato francesi ha indebolito l'euro nelle ultime settimane complicando il lavoro della Bce, alle prese con un'inflazione salita a settembre al 3,8 per cento. L'euro ieri è sceso intorno agli 1,12 dollari, il valore più basso da maggio 2025, perdendo poi valore anche sul franco svizzero e sulla sterlina. Lo spread fra i titoli decennali francesi e quelli tedeschi venerdì ha superato i 150 punti, il massimo dal 2011, perché il governo francese fatica a far approvare il bilancio per il 2027 che dovrebbe abbassare il deficit almeno al 5 per cento. Si teme così il contagio agli altri paesi maggiormente indebitati, già sui titoli di Belgio e Grecia, oltre a quelli dell'Italia (dove la prudenza di bilancio non ha evitato che lo spread dei Btp salisse di circa 30 punti negli ultimi mesi). In Spagna, invece, il voto anticipato convocato ieri dal premier Pedro Sánchez ha inciso poco sui mercati perché già prezzato da giorni.
I mercati si chiedono ora se la Bce userà il Tpi, lo strumento creato nel 2022 per comprare i titoli di un paese quando i rendimenti salgono in modo "ingiustificato e disordinato". Il tema non è toccato apertamente, anche perché risuona ancora oggi la gaffe di Christine Lagarde, che fece alimentare le tensioni sui mercati dicendo: “Non siamo qui per chiudere gli spread”. In più la Francia difficilmente rientra nelle condizioni del Tpi, perché i suoi rendimenti salgono per irresponsabilità politica e non per un disordine irrazionale del mercato. Ciò vuol dire che, comunque, prima dell’attivazione del Tpi da parte della Bce sarà condizione necessaria quell’aggiustamento dei conti pubblici che la politica francese vuole evitare prima delle elezioni, e che è la causa principale dell’aumento dello spread. Nel frattempo l’inflazione e il debito sono diventati un problema costante per le borse, dato che la settimana scorsa l’indice Stoxx Europe 600 ha registrato il quarto calo nelle ultime cinque settimane. Ormai in Europa si somma una moltitudine di crisi: politica, energetica, abitativa, fiscale e inflattiva.