Meloni scrive a von der Leyen per ulteriore flessibilità: "I redditi delle famiglie sono colpiti duramente dall'inflazione"

"Ritengo che si tratti di una questione urgente che non può più essere rinviata e che dovrebbe essere discussa dai ministri delle Finanze nella prossima riunione dell’Ecofin", dice la premier. Il testo integrale

1 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 18:25
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Pubblichiamo la lettera integrale sulla richiesta di ulteriore flessibilità a causa dell'impatto dell'inflazione, inviata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen e, a quanto si apprende, ricevuta dalla Commissione europea.
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Cara Presidente, Cara Ursula, mentre entriamo nel quarto trimestre dell'anno, le speranze di una rapida risoluzione della crisi in medio oriente sono state deluse e i mercati energetici rimangono estremamente tesi. Il prezzo del petrolio greggio in euro è superiore di quasi l'80 per cento rispetto all'inizio dell'anno; il gas naturale è più costoso del 156 per cento. Sebbene la maggior parte degli Stati membri sia intervenuta per frenare l'aumento dei prezzi dei carburanti e delle bollette, il reddito disponibile reale delle famiglie sta subendo un duro colpo, con l'inflazione complessiva che a settembre ha raggiunto un nuovo massimo. Inoltre, la competitività delle imprese europee è stata gravemente compromessa dall'aumento dei costi energetici. In questo contesto, i percorsi di spesa netta concordati nell'ambito del quadro di bilancio europeo lasciano un margine limitato per attenuare l'impatto sulle famiglie e sulle imprese senza ricorrere a misure di inasprimento in un momento caratterizzato da significativi rischi al ribasso per l'economia. Come sapete, l'incremento a breve termine del gettito delle imposte indirette derivante dall'aumento dell'inflazione non può essere utilizzato per finanziare misure di sostegno fiscale compensative a meno che uno Stato membro non disponga di margine all'interno della traiettoria di spesa netta concordata.
Infatti, tali misure di sostegno sono classificate come variazioni discrezionali delle entrate. Sebbene questa caratteristica delle regole di bilancio dell'Ue miri a garantire la solidità dei conti pubblici nel medio termine, dovremmo comunque cercare modi per utilizzare almeno una parte delle entrate aggiuntive al fine di attenuare l'aumento dei costi energetici in modo temporaneo e mirato. Tuttavia, nell'aggiornare i nostri piani di bilancio per il 2027, emerge un altro problema legato alle regole di bilancio. Infatti, il tetto alla crescita della spesa netta è fissato in termini nominali e, in quanto tale, potrebbe non tenere pienamente conto dell'impatto di bilancio derivante da un'inflazione che superi in modo significativo le proiezioni alla base del percorso di spesa netta concordato, ovvero del fatto che la spesa pubblica possa aumentare a causa di meccanismi e processi di mercato al di fuori del controllo del governo.
L'esempio più significativo è rappresentato dai pagamenti pensionistici, che sono collegati, sebbene con un certo ritardo, ai prezzi al consumo. Si tratta di un effetto considerevole: nel caso dell'Italia, la dotazione di spesa direttamente influenzata da un'inflazione che supera in modo significativo le proiezioni alla base del piano di bilancio equivale al 20,4 per cento del Pil. Altre componenti di spesa che subiranno l'impatto di un'inflazione più elevata già nel 2027 ammontano al 12,0 per cento del Pil.
Siamo consapevoli del rischio di modificare le regole di bilancio di recente introduzione che perseguono un obiettivo che tutti condividiamo, ovvero la sostenibilità del debito. Siamo inoltre pienamente consapevoli degli impegni assunti dall'Italia nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi in corso e della necessità di rispettare il percorso correttivo della spesa netta. Tuttavia, riteniamo che il quadro di bilancio lasci alla Commissione europea il margine necessario per tenere conto dei fattori rilevanti che ho appena evidenziato nel valutare ex ante la conformità alla regola di spesa nel corso dell'esame dei prossimi progetti di piano di bilancio.
Ritengo che si tratti di una questione urgente che non può più essere rinviata e che dovrebbe essere discussa dai ministri delle Finanze nella prossima riunione dell'Ecofin.
Rimango a vostra disposizione, insieme al mio staff, per approfondire le questioni che ho brevemente trattato in questa lettera e per dare concretezza alla nostra risposta comune.
Cordiali saluti,
Buon lavoro.
Giorgia Meloni