Scostamento senza infrazione

La strada di Giorgetti per ricavare margini di bilancio in accordo con Bruxelles
24 SET 26
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Foto Ansa

Dopo lo choc per la certificazione Istat del deficit 2025 al 3,1 per cento, superate le reazioni immediate che sono andate dalle accuse di antipatriottismo all’istituto di statistica fino alle richieste di “scostamento di bilancio da miliardi”, nel governo cì’è chi cerca di riprendere il filo della razionalità. Per costruire una legge di Bilancio pre-elettorale, ma senza buttare a mare l’opera di risanamento dei conti di una legislatura. L’opera di tessitura tocca, per ruolo, al ministro dell’Economia. Giancarlo Giorgetti ieri ha spiegato che l’attivazione della clausola di salvaguardia per spese in energia e difesa (pari a 36 miliardi, ovvero 1,5 punti di pil) sarebbe stata “scontata e automatica” in caso di deficit sotto il 3 per cento, mentre ora “richiede un’interpretazione su cui stiamo lavorando da tempo”.
L’attivazione della Nec (National escape clause), infatti, per i paesi in procedura d’infrazione ne complica e ritarda l’uscita. Ma nel coacervo di regole europee è possibile, nel dialogo con la Commissione europea, trovare una soluzione ragionevole che non penalizzi un paese come l’Italia che ha risanato il bilancio. Basterebbe che il governo raggiungesse l’obiettivo del 2,9 per cento di deficit per il 2026, facesse una legge di Bilancio rispettando il percorso concordato con Bruxelles per il Patto di stabilità e attivasse la Nec per energia e difesa per il 2027 e il 2028. In questo modo, in primavera – ed eccetto sorprese dalla notifica Istat – la Commissione potrebbe certificare l’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione. Se il governo usasse anche tutti i fondi del Safe per la difesa, potrebbe liberare ulteriori margini di bilancio insieme all’attivazione della clausola di salvaguardia. Giorgia Meloni potrebbe presentarsi agli elettori con i conti in ordine, avendo portato il paese fuori dalla procedura d’infrazione, e una manovra che concede qualche spazio a politiche di consenso. Dovrà però resistere, insieme a Giorgetti, alla tentazione del grande “scostamento” per trionfare nelle urne al costo di sfondare il bilancio.