Economia
Petrolio e tech •
La chiusura dell’oleodotto East-West spinge il greggio verso i 110 dollari
La tempesta perfetta delle borse europee: presagi delle big tech e escalation in medio oriente rischiano di ricadere sul reddito reale delle famiglie. Ma l'economia del vecchio continente si è già mostrata più resiliente del previsto

Foto ANSA
Mentre Stati Uniti e Iran restano in una situazione di stallo per il controllo dello Stretto di Hormuz, il blocco dell’oleodotto East-West – che attraversa la penisola arabica, dal Golfo Persico al Mar Rosso, e ha un’importanza cruciale per l’Arabia Saudita – rischia di provocare un nuovo choc energetico. Un attacco con i droni ha quindi fatto chiudere il tubo che Riad stava utilizzando per bypassare lo Stretto di Hormuz e questo, secondo alcune previsioni, comporta la possibilità di una perdita fino al 4 per cento dell’offerta globale.
La prospettiva di un ulteriore calo dei flussi sauditi e il timore che il paese possa addirittura esaurire le sue scorte per le esportazioni hanno fatto schizzare il prezzo del petrolio (Brent) sopra 108-109 dollari al barile, con un aumento di oltre il 3 per cento in poche ore, mentre Federpetroli ha lanciato l’allarme: la corsa potrebbe arrivare fino a 120 dollari. Anche il prezzo del gas è finito di riflesso sotto pressione con l’Igi, Italian gas index salito da 80,75 euro al MWh a 82,02 al MWh. Secondo un’analisi di Goldman Sachs, “è probabile che l’aumento dei prezzi dell’energia pesi sulla crescita nei prossimi mesi, principalmente attraverso una riduzione del reddito reale delle famiglie”. La banca d’affari americana stima che il livello dei prezzi in Europa potrebbe toccare il 3,6 per cento nell’ultimo trimestre dell’anno e che il pil subirà un rallentamento nella parte finale del 2026 e nei primi mesi del 2027, ma non modifica le previsioni di miglioramento della crescita nel prossimo anno. Finora, l’economia europea, dice in sintesi Goldman, si è mostrata più resiliente delle attese di fronte agli effetti della guerra in medio oriente e questo, dunque, fa ben sperare. “A livello di singoli paesi, prevediamo un modesto rallentamento in Spagna e in Italia – quest’ultima caratterizzata da un elevato consumo di gas – dopo un primo semestre brillante e un buon avvio del terzo trimestre. Tuttavia, non escludiamo che i dati sulla crescita nell’area periferica possano mantenersi solidi. Prevediamo un temporaneo indebolimento della crescita per la Germania durante i mesi invernali e manteniamo un atteggiamento prudente sulla Francia, reduce da un primo semestre debole”.
Insomma, un eccessivo allarme sarebbe ingiustificato. La batosta si è fatta comunque sentire sulle borse del vecchio continente, le quali hanno accusato tutte forti cali (il Ftse Mib ha perso l’1,7 per cento), ma va considerato che ieri c’è stato anche un forte calo dei titoli tecnologici. L’avvertimento arrivato dai vertici delle principali big tech americane sulla necessità di rallentare lo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale ha rinfocolato i dubbi degli investitori sulle prospettive future di ricavi e utili del settore. Così, energia e AI sono stati i comparti protagonisti di uno scossone ai mercati finanziari già in fibrillazione per i forti aumenti dei rendimenti dei titoli di stato (soprattutto dei Treasury americani e dei Gilt britannici). Una specie di tempesta perfetta, insomma.
Sullo sfondo resta la grave escalation geopolitica in medio oriente, che ha colpito in contemporanea i due passaggi marittimi e terrestri più critici al mondo per il trasporto dell’energia. Il ministero dell’Energia saudita ha confermato che l’oleodotto East-West è stato colpito il 10 settembre in seguito ad attacchi di droni provenienti dall’Iraq e che l’infrastruttura è stata chiusa “a titolo precauzionale”. Ma né il governo né Saudi Aramco hanno indicato l’entità dei danni e delle riparazioni necessarie. In pratica, non si conosce una data di ripresa del transito di petrolio e, si sa, i mercati non amano l’incertezza. Soprattutto perché non si vede il picco di questa nuova crisi. Senza i nuovi rifornimenti in arrivo dall’interno dell’Arabia Saudita a causa dei danni provocati dai droni, il greggio che è stato stoccato nei depositi sulla costa per caricare le navi dirette in Europa e Asia potrebbe bastare solo per pochi giorni.
Uno studio di Algebris fa osservare che in settimana è previsto un “insolito” incontro tra i paesi del Golfo e l’Iran per discutere dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz. “Gli sviluppi – dice quest’analisi – sembrano rafforzare la posizione dell’Iran nella regione, mentre il peso degli Stati Uniti appare in calo”. Per il momento, tuttavia, conclude, i mercati non stanno apprezzando ripercussioni significative sugli asset collegati mentre i timori per le tensioni geopolitiche si vanno concentrando sul fronte del debito sovrano.