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Conseguenze di un risiko: il momento dell'orgoglio
Il controllo di Poste su Tim, via Opas, è realtà. Sono buone notizie in vista della transizione digitale e dei prossimi passi per il mercato nazionale delle telecomunicazioni
15 SET 26

Foto ANSA
Poste Italiane si appresta a chiudere l’Opas su Tim con un “ampio controllo”. L’offerta, infatti, anche grazie al rilancio di 30 centesimi sul prezzo, ha ottenuto il 66,6 per cento di adesioni e con la riapertura dei termini (21-25 settembre) punta a raggiungere il 90 per cento del gestore telefonico. Obiettivo che renderà più fluido il processo di integrazione e la nascita di un grande gruppo diversificato che va dai conti correnti postali alle telecomunicazioni, dal risparmio ai servizi tecnologici. Mentre l’ad di Poste, Matteo Del Fante, ha sottolineato il successo dell’offerta dal punto di vista finanziario, spiegando che gli investitori ne hanno “saputo cogliere portata e strategia” e comprendere che non aveva più senso restare azionisti di una società che non offre dividendi, il direttore generale, Giuseppe Lasco, ha sottolineato la valenza industriale del progetto. “E’ un’operazione storica per il paese, inimmaginabile fino a qualche anno fa”. E in effetti l’aspettativa è che Poste-Tim diventi un grande gruppo che sia in grado di guidare la transizione digitale del paese e di migliorarne la competitività sul piano internazionale in vista di sfide incombenti come quella sull’intelligenza artificiale.
Ieri, insomma, è stato il momento dell’orgoglio per la buona riuscita dell’Opas sul mercato e delle nuove prospettive che si possono aprire dall’unione delle due società anche sul piano occupazionale, sfatando, così, i timori di una perdita di posti di lavoro. “Anche se l’AI andrà a fare ottimizzazione delle risorse – ha precisato Lasco – noi andremo in controtendenza, garantendo un’infrastruttura evoluta ma continuando ad agire sulle politiche attive del lavoro e creando nuova occupazione come abbiamo sempre fatto in questi nove anni. Proviamo orgoglio – ha concluso – perché daremo un futuro a loro e alle nuove generazioni”. Si apre così una nuova fase anche per il mercato delle telecomunicazioni che in tutta Europa sta tendendo verso il consolidamento. L’Italia sarà il primo paese ad avere un campione nazionale con un business integrato.