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L’Opas fa uno scatto: Poste arriva al 66,63% di Tim. I prossimi passi
L’offerta si chiude con un forte balzo delle adesioni. I risultati definitivi arriveranno entro il 17 settembre, poi il pagamento e una seconda finestra per chi non ha ancora aderito
11 SET 26
Ultimo aggiornamento: 18:44

Poste si prepara a diventare l’azionista largamente maggioritario di Tim. Alla chiusura del periodo di adesione dell’Opas, iniziato il 20 luglio, sono state consegnate 993,6 milioni di azioni Tim: equivalgono al 58,23 per cento dei titoli oggetto dell’offerta e al 46,52 per cento dell’intero capitale della società. Sommandole al 20,10 per cento che Poste possedeva già, la partecipazione complessiva dovrebbe salire al 66,627 per cento di Tim. Per ora si tratta di risultati provvisori, anche se il dato fotografa ormai chiaramente l’esito dell’operazione.
Il dato più significativo è il balzo dell’ultima giornata. Ancora giovedì le adesioni erano ferme intorno al 21 per cento delle azioni oggetto dell’offerta; alla chiusura sono arrivate al 58,23 per cento. Ha pesato anche il rilancio deciso da Poste il 7 settembre, quando l’offerta è stata migliorata con altri 30 centesimi in contanti per ogni azione Tim e, contemporaneamente, Poste ha rinunciato alla condizione che subordinava l’efficacia dell’operazione al raggiungimento di una determinata soglia.
Il corrispettivo definitivo previsto dall’offerta è quindi composto da 0,218 nuove azioni Poste e da 1,97 euro in contanti per ogni azione Tim consegnata. Il primo appuntamento ora è il 17 settembre: entro le 7.29 Poste comunicherà i risultati definitivi e dirà se tutte le altre condizioni di efficacia dell’offerta si sono verificate oppure se intende eventualmente rinunciare a quelle ancora mancanti. Il pagamento dei titoli conferiti nella prima fase è previsto per il 18 settembre.
La partita, però, non termina il 18. Dal 21 al 25 settembre l’offerta verrà riaperta per cinque sedute di Borsa. Gli azionisti Tim che non hanno ancora aderito potranno farlo alle stesse condizioni, ricevendo il pagamento il 2 ottobre. La quota finale di Poste potrebbe quindi crescere ancora rispetto al 66,63 per cento oggi indicato.
Che cosa cambia? Innanzitutto cambia la struttura proprietaria di Tim: Poste passa da una partecipazione importante a una maggioranza molto ampia, che le attribuisce un peso determinante negli equilibri della società. Non significa però automaticamente uscita di Tim dalla Borsa: quello è un eventuale passaggio successivo, legato alla quantità di azioni che Poste riuscirà complessivamente a raccogliere e alle procedure previste dall’offerta.
Il risultato di oggi chiude dunque la parte più incerta dell’operazione e apre quella industriale. Poste ha conquistato la maggioranza di Tim; nelle prossime settimane si capirà quale sarà la quota definitiva e, soprattutto, come verrà utilizzato questo controllo per costruire l’integrazione tra i due gruppi.