Economia
Editoriali •
L’abbaglio elettrico di Porsche
La possibilità che l'azienda interrompa entro il 2030 la produzione del suo modello Taycan è un nuovo segno degli errori dell’automotive europeo
14 AGO 26

Foto Getty
Potrebbe sembrare una notizia poco importante di metà agosto. Ma la possibilità che Porsche interrompa entro il 2030 la produzione del suo modello elettrico Taycan non lo è affatto. A essere più precisi, l’indiscrezione riportata dal magazine economico tedesco WirtschaftsWoche va letta come mancanza di un erede per l’attuale Taycan, che in campo automobilistico significa insuccesso certificato. La cosa non sorprenderà gli appassionati, che sul successo della prima elettrica della giumenta di Stoccarda hanno sempre nutrito svariati dubbi, anche quando dopo il debutto andava molto bene.
Primo dubbio: mai valutare un’auto dalle vendite iniziali (all’inizio sono bravi tutti, anche perché i trucchi abbondano, dagli autoacquisti alle forzature sui concessionari); secondo: incredibilmente la Taycan veniva acquistata ben di più della meno costosa sorellastra Audi e-tron GT, fatto mai visto e illogico; terzo: l’offerta a prezzi stracciati sul mercato dell’usato delle Taycan più prestazionali praticamente nuove, un fatto che ha dimostrato come fossero state acquistate solo per poter rientrare nella lista degli acquirenti delle Porsche 911 ben più ambite. I numeri degli ultimi anni, complice anche il tracollo in Cina, sono stati impietosi: dalle oltre 40 mila del 2023 si è arrivati a sole 6.219 nel primo semestre di quest’anno. In verità, già da più di un anno Porsche ha raddrizzato la rotta, ridimensionando parecchio le ambizioni sull’elettrico. L’ultima, notevole, correzione è stata l’uscita dal pool del gruppo Volkswagen ai fini del calcolo delle emissioni medie di CO2 per accordarsi con i cinesi di Xpeng, che in Europa vendono solo auto elettriche. Una mossa che serve a Porsche (e anche a Volkswagen) per produrre più auto a benzina. Ma che è pure la certificazione di un abbaglio elettrico, purtroppo generalizzato nell’industria automobilistica europea.