Economia
Editoriali •
Il motore franco-tedesco parte in auto
C’è una nuova intesa tra Parigi e Berlino per negoziare un grande deal per rilanciare il settore automobilistico europeo e rafforzare il “made in Europe”
28 LUG 26

Foto LaPresse
Emmanuel Macron e Friedrich Merz provano a rilanciare il tradizionale motore franco-tedesco. Secondo quanto rivelato da Politico, a seguito delle riunioni ministeriali congiunte tenutesi in Germania il 17 luglio, i leader delle due maggiori economie dell’Ue hanno incaricato i propri ministri dell’Economia e dell’Industria di negoziare un grande deal per rilanciare il settore automobilistico europeo e rafforzare il “made in Europe”. “Ci è stato affidato il compito di elaborare un accordo globale su questi temi. Sarebbe un’ottima notizia raggiungere un accordo in autunno”, ha dichiarato a Politico Europe il ministro dell’Industria francese Sébastien Martin.
Per arrivare a un accordo, la Germania chiede alla Francia di andare incontro alle sue richieste di flessibilità sul divieto europeo di vendita delle auto con motore a combustione interna previsto per il 2035, una misura che Berlino considera troppo rigida in una fase di profonda crisi del proprio settore automobilistico. Parigi, in cambio, spera in un sostegno di Berlino all’Industrial Accelerator Act, il piano con cui Bruxelles punta a rafforzare la competitività dell’industria europea di fronte alla crescente pressione della concorrenza cinese e alle politiche industriali trumpiane. Parigi vorrebbe introdurre una preferenza europea negli appalti pubblici e negli aiuti di stato, premiando le imprese che producono all’interno dell’Ue e limitando al massimo le deroghe per i cosiddetti “partner fidati”. Berlino, invece, ha finora sostenuto un approccio più aperto, preoccupata che un eccesso di protezionismo possa compromettere i rapporti commerciali con Cina e Stati Uniti. L’obiettivo è trovare un compromesso in vista del Consiglio europeo di ottobre. Per Macron c’è anche una forte motivazione politica: accelerare i tempi prima delle prossime presidenziali. Un’eventuale vittoria di Marine Le Pen potrebbe infatti pregiudicare la tradizionale intesa franco-tedesca che rappresenta il motore dell’integrazione europea.