La Bce lascia i tassi invariati. Le borse europee affondate dalle tensioni nel Golfo

Choc energetico, atto secondo. L’annuncio in serata del presidente americano Trump di un attacco massiccio all’Iran, il timore è che, oltre allo Stretto di Hormuz, anche i transiti dal Mar Rosso possano essere rallentati dopo l’attacco degli Houthi contro una petroliera saudita e il prezzo del Brent hanno cambiato l’umore degli investitori

23 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 17:48
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Foto Ap, via LaPresse

L’allarme sul Mar Rosso con l’annuncio in serata del presidente americano Trump di un attacco massiccio all’Iran ha affondato tutte le borse europee con il Ftse Mib che ha perso il 2,8 per cento. Torna il timore di un nuovo choc energetico per l’Eurozona nel giorno del meeting della Bce, che ha lasciato invariati i tassi rinviando a settembre la decisione per un possibile inasprimento della politica monetaria. Mentre la presidente Christine Lagarde parlava in conferenza stampa, si sentiva forte l’eco della nuova crisi in medio oriente già preannunciata dagli attacchi statunitensi all’Iran avvenuti a prima mattina. Lagarde ha spiegato che ci sono stati tre governatori del board che si sono domandati se per caso non fosse stato il caso di aumentare i tassi d’interesse già nella riunione di giovedì. Dunque, la decisione di mantenerli invariati appare momentanea tant’è che gli analisti hanno subito cominciato a stimare due rialzi entro la fine dell’anno. Ma non è stato questo, almeno non solo, a scatenare le vendite sulle borse.
Lo scossone è stato dovuto soprattutto all’improvviso peggioramento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, che ha spinto il petrolio verso la soglia dei 100 dollari al barile, livello che non si vedeva dai picchi della guerra. Il timore è che, oltre allo Stretto di Hormuz, anche i transiti dal Mar Rosso possano essere rallentati dopo l’attacco degli Houthi contro una petroliera saudita. Lagarde si è trovata così nella condizione di essere anche più incisiva del previsto nel delineare i rischi di un peggioramento delle prospettive economiche dell’Eurozona. La presidente della Bce, infatti, ha evidenziato che gli impatti sul prezzo del Brent “che evolve di ora in ora” non sono stati già inglobati nelle previsioni di ieri e ha precisato che Francoforte non può ignorare uno choc energetico prolungato e le ripercussioni di episodi simili. E ha chiesto allo staff Bce un'analisi "approfondita" sui prezzi di petrolio e gas in vista della riunione di settembre. Un cocktail di brutte notizie che ha cambiato l’umore degli investitori.