Economia
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Così Orcel è diventato lo Scipione tedesco (e ora si punta a Bpm)
Dopo la vittoria tedesca su Commerzbank, il banchiere di Unicredit guarda di nuovo a Milano. Ma tra Banco Bpm, Crédit Agricole, Montepaschi e il risiko italiano delle banche la prossima battaglia potrebbe essere ancora più complicata

Andrea Orcel - foto Ansa
E adesso? Dopo la conquista della Commerzbank (controlla il 49,65 per cento del capitale grazie al risultato dell’offerta da 45 miliardi di euro) Andrea Orcel sposterà il suo obiettivo in Italia, esattamente a Milano? Nel mirino c’è il Banco Bpm, lo stesso che gli è stato sottratto dal governo italiano con un discusso uso del golden power. È passato più di un anno, lo scenario bancario domestico è cambiato (con Montepaschi che ha conquistato Mediobanca e il 13 per cento delle Assicurazioni Generali), ma Orcel non molla facilmente. È stato descritto come un banchiere d’affari, quindi mordi e fuggi, interventi rapidi, improvvisi, da “predatore”, così lo hanno dipinto soprattutto i suoi avversari tedeschi. In realtà sono trascorsi quasi tre anni da quando ha chiesto di entrare nella Commerzbank prima in punta di piedi comperando un 4,5 per cento della banca germanica salvata dal crac con un intervento del governo nel 2008 e rimessa in carreggiata a gran fatica.
Era stato il cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz ad annunciare che la mano pubblica si sarebbe ritirata sia pur gradualmente. Quando poi il mercato si è mosso sotto la spinta di Orcel, partiti, governo, top manager hanno gridato aiuto cercando invano di raccogliere truppe contro l’italico invasor (la storia una volta tanto s’è rovesciata). Nell’estate del 2024 quando avevano preso corpo le voci che Berlino avrebbe venduto il suo pacchetto del 16,5 per cento, Orcel si era fatto avanti con Manfred Kopf, l’allora amministratore delegato della Commerzbank il quale vedeva di buon occhio l’intervento della banca italiana che già possiede la bavarese HVB (Hypovereinsbank). Il progetto era (ed è) arrivare a una fusione per costruire la prima banca tedesca testa a testa con la Deutsche da anni attraversata da una crisi d’identità. Non solo da Kopf, ma anche dalla Bce erano giunti segnali positivi. Così Orcel aveva deciso di comprare fino al 9 per cento. La notte prima aveva dormito tranquillo come il principe di Condé alla vigilia della battaglia di Rocroi, convinto di avere sostegni sufficienti ad andare avanti senza grandi intoppi. Invece il mattino dopo i corni da guerra hanno cominciato a ululare a Berlino.
Nel ricostruire con occhio benevolo la scalata di Orcel, visto come araldo del mercato contro le invasioni di campo dello stato, il Wall Street Journal ricorda che il sistema bancario tedesco è inefficiente e troppo frastagliato, con una pletora di banche locali controllate dai Land. Una fusione Commerzbank-HVB porterebbe a controllare solo l’8,5 per cento del mercato creditizio. Dunque non c’è rischio di violare la concorrenza e così la pensano a Francoforte anche i vertici della Bce e persino quelli della Bundesbank la banca centrale tedesca che si era detta favorevole alla crescita di un campione bancario non solo nazionale, ma europeo. Il cancelliere Merz che ha sostituto Scholz, un democristiano moderato con esperienza nel mondo degli affari, sembrava meno vincolato dai sindacati e più aperto a una politica liberale, invece, apriti cielo, sono stati due anni di attacchi sempre più violenti. Orcel ha giocato su un altro campo, il suo; senza pianti e senza strepiti (anche se chi lo conosce sostiene che non gli ha fatto piacere non trovare un qualche sostegno del governo e delle istituzioni italiane) ha continuato a comprare.
A marzo arriva vicino al 30 per cento la soglia dell’opa e stima in 35 miliardi di euro l’intero valore della Commerzbank. A quel punto Orcel dice di non volere il pieno controllo e propone a Bettina Orlopp che aveva sostituito Knopf, tre opzioni: un piano strategico comune, una fusione da trattare insieme o andare avanti da solo proponendo al mercato un proprio piano. Ricevuti solo netti Nein, si rivolge al mercato ottenendo il sostegno di Nomura, Jeffries, Citigroup, BNP Paribas e non solo dai big U (il titolo è salito da 64 euro per azione in aprile a 81 euro ieri). La Unicredit lancia la sua offerta di acquisto e scambio raccogliendo il 17 per cento del capitale, sommandolo a quel che già possedeva raggiunge il 44,37 per cento in azioni, con i derivati convertibili ha il 47,59 per cento. Ma non basta, possiede anche derivati cash che se liquidati porterebbero la quota di Unicredit al 61,63 per cento dei diritti di voto. Operazione costosa (circa 4 miliardi di euro in contanti) che Orcel vuole evitare.
È fatta? Non ancora. Adesso comincia la trafila delle autorizzazioni che impiegherà parecchi mesi, se tutto va bene l’Unicredit non potrà avere il controllo prima di fine anno. Il governo tedesco ha mantenuto il 13 per cento, una minoranza influente che potrà diventare un ostacolo difficilmente sormontabile. A quel punto comincerà la discussione con la HVB per una eventuale integrazione. E questo impiegherà ancora tempo, probabilmente tutto il prossimo anno e potrebbe essere bloccata dal governo: secondo le norme tedesche occorre il 75 per cento dei voti in assemblea. Va bene che l’appetito vien mangiando e che Orcel si rilassa tirando pugni (per sport), ma è credibile che nel frattempo il banchiere si lanci anche all’assalto della Bpm? E avrebbe questa volta il via libera del governo italiano? L’anno prossimo si vota e prima del risultato è probabile che la Lega (la vera protettrice della banca milanese) punti di nuovo i piedi.
C’è da attendersi che nel frattempo Orcel avvii un dialogo con il Crédit Agricole il quale nel frattempo ha aumentato la sua quota fino al 29,3 per cento della Bpm. Mentre Giuseppe Castagna amministratore delegato della banca milanese spera ancora nel cavaliere bianco, cioè il Montepaschi. L’amministratore delegato Luigi Lovaglio glielo aveva fatto credere, ma Mps è sotto attacco da parte di Intesa Sanpaolo che ha lanciato la sua opas. L’intrigo tedesco, dunque, lascia il posto all’intrigo italiano. Dicono che Orcel abbia studiato come Scipione sconfisse Annibale stringendo in una morsa gli elefanti e facendoli imbizzarrire con il suono delle trombe. Se applichiamo lo schema alla campagna di Germania non è difficile individuare i protagonisti. E in Italia, a parte Scipione-Orcel, chi è Annibale e chi si traveste da elefante?

