Verità da spiegare per sopravvivere al calvario dei viaggi a luglio

Tra aerei, treni, disservizi e lavori siamo in un momento complesso: la domanda aumenta, mentre l’offerta si riduce per cantieri e problemi strutturali. I disagi ci sono, ma i Nimby sono l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno

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I viaggiatori in Italia stanno sperimentando difficoltà e la situazione rischia di complicarsi. Il punto è capire se siamo davanti a una crisi strutturale o a un passaggio necessario per avere domani trasporti più efficienti. Treni, aerei, scioperi: sono le parole calde dell’estate. Partiamo dal ferro. La puntualità dell’alta velocità è vicina all’80 per cento, in linea con i livelli pre-Covid, mentre i regionali superano il 90 per cento. Sulla carta, sono numeri buoni per un sistema misto come quello italiano, dove traffico veloce, regionale e merci convivono negli stessi nodi. Ma i problemi esistono. La fase conclusiva del Pnrr porta con sé molti cantieri: circa 25 miliardi per potenziare la rete ferroviaria e un numero eccezionale di interruzioni. L’estate sarà complicata anche dalle modifiche nel nodo di Firenze, con tempi più lunghi e, in alcuni casi, cambi di treno. I lavori si fanno d’estate perché il traffico pendolare e business cala: resta la scelta meno sbagliata. Quei lavori sono necessari. Il passante di Firenze, come quello già esistente a Bologna, servirà a separare l’alta velocità dal traffico tradizionale e a migliorare la puntualità. Il sistema italiano è congestionato in punti decisivi, da Milano Centrale a Roma Termini, e serve una regolazione più chiara delle priorità. Per troppi anni gli investimenti sono stati limitati.
L’Italia conta circa 1.100 chilometri di linee ad alta velocità, contro gli oltre 3.100 della Spagna e i circa 2.750 della Francia. Ma oggi la priorità è investire nei nodi urbani e nella tecnologia, non solo aggiungere chilometri. Anche il trasporto aereo ha le sue difficoltà. Molte compagnie, inclusa Ita Airways, devono fare i conti con i motori in manutenzione straordinaria sugli aerei a corto raggio. Ci sono centinaia di velivoli fermi nel mondo e non è realistico sostituire con gli aerei l’offerta mancante dei treni AV: sarebbero mezzi da usare per poco tempo e senza senso economico. Si aggiunge il problema dei controllori di volo, con la Francia spesso al centro di tensioni che producono ritardi anche in Italia. Gli aeroporti italiani funzionano bene e crescono, ma bisogna sbloccare gli investimenti. Gli scioperi durante grandi lavori e interruzioni pongono un problema di opportunità.
Siamo in un momento complesso: la domanda aumenta, mentre l’offerta si riduce per cantieri e problemi strutturali. Serve un bagno di realtà: spiegare ai viaggiatori che cosa accade, adottare misure mirate e continuare a investire. I disagi ci sono, ma i Nimby sono l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno: bloccare trasporti e logistica significherebbe pagare un prezzo più alto domani.