Ottimismo italiano, nonostante le guerre

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha offerto un antidoto utile al catastrofismo, portando avanti l'idea che raccontarci peggio di come siamo sia un danno economico perché la fiducia, in un paese pieno di imprese diffuse, è già una forma di crescita
11 GIU 26
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Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, cioè della principale organizzazione italiana del commercio, del turismo, dei servizi, dei trasporti e delle professioni, ha offerto nella sua relazione un antidoto utile al catastrofismo. Guerre, dazi, crisi energetiche e tensioni sulle materie prime pesano, ma non cancellano i fondamentali dell’Italia. Primo numero: dal 1995 a oggi il terziario di mercato ha creato quasi 4 milioni di nuovi posti di lavoro e oggi vale il 53 per cento del valore aggiunto. Secondo numero: l’occupazione ha superato i 24,3 milioni di lavoratori. A questo si aggiungono il reddito disponibile delle famiglie, tornato sopra i livelli del 2019 in termini di potere d’acquisto, consumi che reggono e turismo da record. L’ottimismo di Sangalli non è ingenuità: è l’idea che raccontarci peggio di come siamo sia un danno economico, perché la fiducia, in un paese pieno di imprese diffuse, è già una forma di crescita.