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Tagliare le accise è una misura senza visione. Parla Zanchini
Il governo proroga il taglio generalizzato delle accise fino al primo maggio, mettendo sul piatto altri 500 milioni. L'ex presidente di Legambiente: "Servono interventi mirati. Bisognerebbe ridurre gli abbonamenti del trasporto pubblico e incentivare lo smart working. Ma anche la sinistra è miope"
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3 APR 26
Ultimo aggiornamento: 03:25 PM

Foto ANSA
"Il governo sembra in balìa degli eventi, gli manca una vera prospettiva sul tema dei carburanti. Non bastano le soluzioni tampone". Edoardo Zanchini, ex vicepresidente di Legambiente e oggi alla guida dell’ufficio Clima del Comune di Roma, utilizza le stesse parole del ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti, secondo cui il decreto legge varato oggi "tampona la situazione fino al primo di maggio". La proroga appena approvata riduce le accise di 24,4 centesimi sui carburanti per contrastare l’aumento del prezzo di benzina e gasolio causato dalla guerra in medio oriente. Alle aziende agricole viene invece esteso il credito di imposta del 20 per cento previsto originariamente solo per le aziende della pesca. In linea con la prima tranche di aiuti (in scadenza il 7 aprile), Palazzo Chigi ha messo sul piatto circa 500 milioni: 200 milioni derivanti dall'incremento del gettito Iva e i rimanenti 300 milioni recuperati da risorse Ets e Co2 non ancora utilizzate. Per Zanchini, però, "lavorare sulle accise è uno strumento limitato. Il governo mette l'ennesima pezza nella speranza che lo stretto di Hormuz si liberi, ma in realtà il problema è strutturale ormai".
Del resto, i prezzi alla pompa suggeriscono che l'impatto della riduzione delle accise sia stato sostanzialmente vanificato dai rincari della materia prima. Tant'è che da quando è stato varato il taglio, per fare un pieno di diesel si è continuato a pagare più di 2 al litro in modalità self service come se niente fosse.
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Le risorse mobilitate per questo ennesimo provvedimento spot, dice l'ex numero due di Legambiente, avrebbero avuto molto più senso collocate altrove. "Al posto delle misure su larga scala, bisognerebbe fare interventi mirati sui settori più colpiti dai rincari, come la logistica, ma anche sulle fasce più deboli della popolazione. Per farlo però servono idee, bisogna sedersi al tavolo con imprese e consumatori e ascoltarli. Invece si preferisce puntare tutto su misure di contingenza". Qualche proposta? "Ridurre gli abbonamenti del trasporto pubblico sarebbe una mossa banale e straordinaria insieme. Anche perchè è uno dei settori che risente di più dei rincari sui carburanti. Se invece si continua a non fare nulla il trasporto pubblico locale potrebbe subire tagli, e i cittadini ne risentiranno. Ma si potrebbe anche pensare di potenziare lo smart working per i lavoratori che vanno ogni giorno a lavoro in macchina". La stessa Commissione europea nei giorni scorsi ha esortato i cittadini a lavorare da casa e a ridurre gli spostamenti sia in auto che in aereo, invitando i paesi dell'Ue ad accelerare l'adozione delle energie rinnovabilli. "Anche se la pace arrivasse domani, non torneremmo alla normalità in un futuro prevedibile", ha affermato Dan Jørgensen, commissario europeo per l'energia: "Più si riesce a risparmiare petrolio, soprattutto gasolio, in particolare carburante per aerei, meglio è per tutti".
Nei paesi asiatici più dipendenti dai flussi di gas e petrolio provenienti dai paesi del Golfo sono già partiti i razionamenti. Dalla Corea del sud il presidente Lee Jae Myung ha chiesto ai cittadini di "risparmiare ogni goccia di carburante". L'occidente per ora tiene botta, ma "non dobbiamo illuderci che le conseguenze di questa crisi sui mercati energetici saranno di breve durata", ha detto Jørgensen. "In questo contesto l'Italia va per conto suo, e tagliando le accise paradossalmente finisce per incentivare l'acquisto di carburante da parte dei cittadini. Bisognerebbe invece parlare chiaramente della scarsità della materia prima: ormai hanno capito tutti che è una cosa strutturale, tranne il governo". L'opposizione però non fa certo meglio. "La sinistra è miope – dice Zanchini –. Continua ad attaccare Meloni e Salvini per i loro passi indietro sulle accise, ma non basta rincorrere le polemiche per candidarsi a governare. Serve una proposta alternativa, e ad oggi non si vede".