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I sindacati bocciano la riforma fiscale di Meloni: "Pronti alla mobilitazione"
Il governo apre al dialogo con le parti sociali prima di portare il disegno di legge in Cdm giovedì. Ma Cgil, Cisl e Uil criticano compatti contenuti e metodo: "Informativa sommaria a poche ore dal Consiglio dei ministri"
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14 MAR 23

Foto Ansa
Da una parte c'è la versione del governo, che si dice pronto al dialogo, dall'altra quella dei sindacati ricevuti oggi a Palazzo Chigi, che invece criticano proprio l'assenza di attenzione e confronto. "Non si può, a poche ora dalla convocazione del Consiglio dei ministri, convocare le parti sociali e il sindacato per una informativa sui contenuti della legge delega fiscale in modo parziale, sommario, generico", ha detto a margine dell'incontro la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi. Che insieme ai rappresentanti di Cisl e Uil dice di essere pronta alla mobilitazione. "Valuteremo insieme – hanno detto ai cronisti i portavoce delle tre sigle – sarà un ragionamento dei prossimi giorni e delle prossime settimane".
L'incontro di oggi, presieduto dal ministro Giancarlo Giorgetti, il suo vice Maurizio Leo e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, serviva proprio ad aprire un canale con le parti sociali. Domani è in programma un tavolo con le associazioni di categoria e gli ordini professionali e giovedì il disegno di legge è atteso in Cdm. Al tavolo con i sindacati il governo ha assicurato “massima apertura al dialogo e al confronto durante tutto l’iter parlamentare”. L'obiettivo dichiarato dall'esecutivo è "arrivare a una riforma il più possibile concreta e condivisa".
Il primo tentativo di questo pomeriggio, tuttavia, sembra già fallito. "Non siamo d'accordo né sulla riduzione delle tre aliquote, perché va a favorire i redditi alti e altissimi, né sulla flat tax, che è fuori dalla dimensione della progressività prevista dalla Costituzione", ha detto ancora Fracassi, che ha aggiunto: "Questa operazione costa molti miliardi, vorremmo capire come e quanto questi interventi sono finanziati, vorremmo evitare che questa operazione sia a scapito dello stato sociale, della sanità, dell'istruzione". Una linea che ricompatta il fronte delle sigle sindacali.
"Bisogna accelerare il confronto su previdenza, pensioni, salute e sicurezza, non autosufficienza, rilancio degli investimenti, qualità e stabilità del lavoro", dice Luigi Sbarra, segretario Cisl che non aveva appoggiato Cgil e Uil nelle mobilitazioni di dicembre contro la manovra. Questa volta l'approccio è diverso: "Se il governo risponde a queste nostre rivendicazioni e a queste nostre priorità, bene, diversamente siamo pronti a valutare insieme a Cgil e Uil le iniziative di mobilitazione da mettere in campo a sostegno delle nostre ragioni". Soprattutto, è l'approssimazione dei contenuti che i sindacati criticano. "Si parla genericamente di una riduzione delle aliquote ma non sappiamo se si staglia in alto o in basso, si parla di una revisione degli scaglioni e anche qui nulla ci è stato detto", ha detto Sbarra lasciando Palazzo Chigi.
Anche le aperture, scontate, dell'Ugl sono congelate in attesa di dettagli. "C'è un complesso di interventi a favore del lavoro che ci sembrano in linea con le richieste che abbiamo fatto, ma nel dettaglio dovremo vederli scritti e poi faremo una valutazione", ha detto ai cronisti il segretario Paolo Capone.
Le tempistiche della riforma, annunciate dai rappresentanti del governo in una nota, prevedono l’adozione dei decreti delegati - che conterranno la disciplina attuativa dei principi espressi nella delega - entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della Legge delega. Secondo il comunicato di Palazzo Chigi, la riforma "mira a favorire il lavoro dipendente, con l’obiettivo prioritario di aiutare le famiglie, i giovani e le donne, ridurre la pressione fiscale per le aziende, aumentare l’occupazione e gli investimenti, semplificare gli adempimenti, favorire la collaborazione con il Fisco e incentivare il rientro dei capitali". Priorità all'evasione fiscale, "uno degli obiettivi principali che il governo Meloni intende perseguire con forza": "Sono allo studio misure specifiche per incentivare l’adempimento spontaneo dei contribuenti, con lo scopo prioritario di arrivare a un ‘Fisco Amico’ che dialoghi con il contribuente", spiega la nota.