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Salvini promette di sforare i parametri europei ma lo spread lo punisce

Il ministro dice di non volere rispettare i tetti dell'Eurozona per deficit e debito. Differenziale verso quota 290 punti. Cresce il fatturato dell'industria mentre dalla Germania arrivano segnali di ripresa

15 Maggio 2019 alle 11:52

Contro il partito dello spread

Milano. E' di nuovo allarme spread in Italia dopo le nuove dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini sul possibile sforamento dei parametri di finanza pubblica. “E' un dovere superare i vincoli europei, non solo il 3 per cento di rapporto deficit pil ma infrangere anche il 130-140 per cento di debito”, ha detto Salvini martedì. Il differenziale btp-bund è volato stamattina sopra quota 280 punti base imboccando la strada verso i 290, livello che non si vedeva dall'autunno 2018 nel pieno della diatriba tra il governo gialloverde e Bruxelles sulla legge di Bilancio. Gli investitori tornano, dunque, a percepire un maggiore-rischio paese legato all'Italia e Piazza Affari accusa il colpo con una perdita dello 0,7 per cento a metà mattina in un contesto di Borse europee indebolito dall'escalation del conflitto commerciale tra Stati Uniti e CinaTra i titoli peggiori del listino c'è Unicredit sommerso dalla vendite da due giorni dopo le nuove indiscrezioni di un'aggregazione con la tedesca Commerzbank: i vertici della banca hanno smentito che sia stato firmato un mandato per una eventuale operazione ma non che vi siano contatti in corso. Vola letteralmente, invece, il titolo di Ferragamo, che guadagna quasi il 9 per cento con la pubblicazione dei conti trimestrali in netta crescita.

 

Cresce il fatturato dell'industria

A marzo intanto, il fatturato dell'industria italiana intanto è cresciuto. L'Istat indica un aumento congiunturale dello 0,3 per cento con il proseguimento della dinamica positiva registrata nei due mesi precedenti. Nel primo trimestre l'indice complessivo è cresciuto dello 0,9 per cento rispetto all'ultimo trimestre del 2018. L'incremento, secondo l'istituto di statistica, è diffuso a tutti i principali raggruppamenti di industrie, a eccezione di quello dell'energia. Anche gli ordinativi registrano a marzo una crescita congiunturale del 2,2 per cento, mentre nella media del primo trimestre del 2019 sono rimasti invariati rispetto al quarto trimestre dello scorso anno.

  

Dalla Germania segni di ripresa

Sul fronte della congiuntura, intanto, si registra il risveglio dell'economia tedesca: il pil destagionalizzato cresce nel primo trimestre dello 0,4 per cento, come comunicato stamattina dall'istituto di statistica Destatis. Il dato alimenta le speranze che la Germania abbia superato il rischio recessione paventato lo scorso anno con un pil in calo dello 0,2 per cento nel secondo trimestre seguito da due trimestri di crescita piatta. Nei primi tre mesi del 2019 a fare da traino sono i consumi interni, in particolare i consumi e gli investimenti edilizi e nelle attrezzature. 

 

Le ultime sui dazi di Trump

Tema centrale per i mercati continua a essere la guerra dei dazi. Come ricorda Michael Hewson, capo analista di Cmc Markets nella sua nota mattutina, il Tesoro degli Stati Uniti ha delineato la lista di beni cinesi per 300 miliardi di dollari che saranno assoggettati a tariffe del 25 per cento. "La strategia sembrerebbe implicare che questi dazi saranno attuati solo se i colloqui si interrompessero completamente. Per ora, ciò sembra improbabile, dal momento che nessuna delle due parti è interessata a scrutare oltre quest'orizzonte. Inoltre, è necessario attendere ancora un paio di settimane prima che la rappresaglia cinese inizi il primo giugno e allo stesso modo tutte le nuove tariffe statunitensi sulle merci cinesi non entreranno in vigore fino a quando le merci cinesi non toccheranno le coste statunitensi tra circa 10 giorni", dice Hewson. Ed entro il 18 maggio, Trump dovrà anche decidere sui dazi sulle importazioni di automobili.

Mariarosaria Marchesano

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