I nuovi dazi di Trump fanno crollare le Borse cinesi

Mariarosaria Marchesano

I nuovi dazi fanno crollare le borse cinesi. Arriva un altro round di dazi dell’America di Donald Trump contro la Cina. Nella notte l’annuncio di un aumento del 10 per cento delle tariffe su beni per complessivi 200 miliardi di dollari, cifra che equivale a quasi tutto l’export di Pechino verso Washington come fanno notare i media americani. Affondano le Borse cinesi: l'indice Composite di Shanghai segna nelle primissime battute un calo dell'1,89%, mentre quello di Shenzhen perde il 2,11%. Le nuove tariffe entreranno in vigore dopo un iter di verifica di due mesi e la lista sarà divulgata nei prossimi giorni. Alcuni membri del governo americano continuano a dire che Washington resta aperta al dialogo sul fronte commerciale con Pechino, che invece accusa Trump di voler minare il processo di globalizzazione e l’ordine economico mondiale.

 

Calma finita sulle Borse europee? Attesa una nuova giornata volatile per Piazza Affari, che ha aperto in negativo, e le altre borse europee sulle quali torna a incombere il timore dell’escalation della guerra dei dazi. Occhi puntati in particolare sul listino di Francoforte dove il Dax ha perso il 5 per cento da inizio anno proprio a causa delle tensioni sul fronte dell’industria automobilistica che potrebbe essere colpita dal nuovo protezionismo su beni come acciaio e alluminio

 

Attesa per Wall Street. Particolarmente attesa l’apertura di Wall Street di oggi dopo l’ottimismo dei giorni scorsi che ha spinto il listino ai massimi da febbraio. A dare la carica alla Borsa americana sono le aspettative per l’ondata dei dati semestrali dei grandi gruppi che dovrebbero essere in gran parte postivi assicurando una pioggia di utili.

 

Buone notizie dalla moda: titoli e indici in rialzo. Avanza dell’1,1% l’indice settoriale della moda, performance in linea a quella messa a segno dal corrispondente indice europeo di riferimento (+0,9). Negli ultimi giorni a Piazza Affari i riflettori sono stati puntati su Salvatore Ferragamo, in deciso progresso. Gli analisti di Jeffries hanno rivisto al rialzo la propria raccomandazione sul titolo della maison del lusso e, confermato prezzo obiettivo a 19 euro. Bene anche Moncler e Luxottica, tra le grandi. Tra le Mid Cap, seduta positiva ieri per Tod’s e Caleffi. Sul fronte macro, l’indice della produzione industriale di maggio è cresciuto dello 0,7 per cento in Italia mentre è arretrato sia in Francia che in Germania. In netto aumento nel primo trimestre dell’anno, anche l’indice di produzione relativo alla tessitura (+3,2% per cento). Crescono il laniero e la maglieria. Non mancano però le nubi all’orizzonte, dovute principalmente ai rincari dei prezzi delle materie prime, che portano a guardare al 2018 con cautela. 

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