L’affaire Nutella rende la magnifica amicizia di Macron meno credibile

Redazione

Roma. La visita del ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, a Roma pare un segno di concordia tra Italia e Francia che “hanno deciso di unirsi per dare vita a un campione mondiale navale” impegnandosi nell’alleanza tra Fincantieri e Stx nel cantiere di Saint-Nazaire, intesa oggetto di disputa l’anno scorso che sarà invece definitiva nei prossimi giorni.

 

A proposito Rachel Sanderson, corrispondente da Milano del Financial Times, scriveva della ricerca di una magnifica amicizia, data la reciproca intenzione di superare incomprensioni e diffidenze sorte su diversi dossier economici, tra cui Telecom e Mediaset circondate da Vivendi. Tuttavia è lecito chiedersi quali siano le caratteristiche di un’amicizia affinché sia credibile più che magnifica. La prima, ovvio, è la reciproca fiducia. In questo il presidente Emmanuel Macron potrebbe impegnarsi di più.

 

La libera iniziativa dei supermercati Intermarché di vendere Nutella con uno sconto fenomenale del 70 per cento, che ha provocato una corsa agli scaffali da parte dei francesi, è stata presa a pretesto per una manovra politica. En même temps Macron ha presentato un testo di legge per “una relazione commerciale bilanciata tra settore agricolo e alimentare e per un cibo salutare e sostenibile” per “ben nutrire la nazione con la diversità dei nostri prodotti”, ha detto. Per come l’ha messa il quotidiano di sinistra, Libération, la bagarre per la Nutella, avrebbe quindi fatto emergere lo stato di indigenza dei francesi e le difficoltà degli agricoltori (forti sconti c’erano anche sui pannolini).

 

La retorica autarchica è comprensibile. E anche una certa invidia per l’alto gradimento della crema Ferrero visti i guai paralleli di Lactalis per le tonnellate di latte in polvere destinate ai bambini contaminato da salmonella. Ma tra amici le guasconate si possono risparmiare.

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