Vendite, molto diesel e la batteria che verrà. Cosa c'è dietro la corsa dell'auto

Maria Carla Sicilia

Roma. Sarà deluso chi si aspettava che il mercato italiano dell’Auto chiudesse il 2017 con più di due milioni di immatricolazioni, ma le previsioni non erano troppo lontane dal risultato finale. I volumi raggiunti, pari a 1.970.497 nuove automobili, confermano che l’Italia è uno dei mercati più importanti di tutta Europa e continua a crescere dopo quattro anni di continui segni più. Noleggio e autoimmatricolazioni sul lato della struttura del mercato, auto ibride e Gpl rispetto a quello delle motorizzazioni, hanno segnato le principali novità del settore.

 

Per gli esperti quella dei due milioni di immatricolazioni era una soglia psicologica che avrebbe riportato il mercato alla media delle auto vendute prima del 2007, quando si raggiunse il picco di quasi 2 milioni e mezzo di unità. Ma una crescita del 7,9 per cento rispetto al 2016, come certificano i dati pubblicati ieri dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è comunque un dato positivo. “Il recupero è stato forte, soprattutto se si tiene conto del fatto che il pil dal 2013 al 2017 era, ed è ancora, largamente al di sotto dei livelli ante-crisi”, spiega al Foglio Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor.

 

Dopo un incremento forte nei primi nove mesi dell’anno, che ha portato molti a scommettere sul raggiungimento dei due milioni di veicoli, le vendite hanno subìto un lieve rallentamento dovuto alla stretta delle case automobilistiche sulle immatricolazioni di auto a chilometro zero, quelle che i concessionari rivendono con forti sconti ai privati.

 

Una prassi consolidata, che è diventata negli anni un canale di vendita a sé utile a sostenere le quote di mercato e gli obiettivi di ogni produttore. Secondo un’analisi del Centro Studi e Statistiche dell’Unrae, l’associazione italiana delle case automobilistiche estere, il 2017, con circa 360mila unità, è stato l’anno del record delle vetture autoimmatricolate sia in termini di volumi sia di quota (18 per cento delle vendite complessive) a partire dal 2006. “Raggiunti gli obiettivi dell’anno, le case hanno deciso di concentrarsi sui margini di guadagno invece che sui numeri”, dice Quagliano. Intanto si è di molto affermata anche tra i privati la scelta di noleggiare le auto anche a lungo termine. Il maggiore numero di offerte da parte delle società di noleggio e delle stesse case ha portato al 2 per cento in più di noleggi, che hanno rappresentato il 21,8 per cento del mercato. Al contrario cala la rappresentanza delle vendite ai privati, che dal 61,8 per cento del 2016 passano al 56,4 per cento.

 

Nonostante le grandi aspettative, il 2017 non è stato l’anno della rivoluzione elettrica. “La tendenza a un’elettrificazione delle automobili c’è – dice Antonio Sileo dello Iefe- Bocconi – ma questo non significa auto elettriche, quanto piuttosto vetture ibride, che ormai nelle vendite hanno scalzato quelle alimentate a metano”. Raggiungendo il 3,4 per cento della quota di mercato, le ibride – principalmente a benzina – hanno segnato crescita delle vendite del 71 per cento rispetto all’anno precedente. Di contro le auto elettriche sono ferme allo 0,1 per cento sul totale delle nuove immatricolazioni, sfiorando nei dodici mesi le duemila unità. Un dato che viene confermato anche guardando al lato dell’offerta: “Nell’ultimo anno le auto ibride disponibili nei listini delle case automobilistiche sono passate da 52 a 62 modelli, mentre le elettriche da 16 a 22 – dice Sileo – Un numero limitato se confrontato alle diverse centinaia di modelli diesel e benzina offerti, ma che dimostra un cambiamento in atto che continuerà ancora nei prossimi anni”. L’altro trend che va consolidandosi riguarda il Gpl, che ha raggiunto il 6,5 per cento delle vendite, mentre diminuisce leggermente la quota di nuove auto diesel e benzina, rispettivamente al 56,7 e al 31,6 per cento.

 

Resta, per il 2018, il tema dell’anzianità del parco circolante, composto da vetture che hanno in media 10,5 anni e che dovranno essere sostituite con nuovi modelli anche per venire incontro alla riduzione delle emissioni. Un aspetto su cui sia l’Anfia, l’associazione nazionale della filiera Auto, sia l’Unrae hanno richiamato l’attenzione della politica. E che se affrontato adeguatamente potrà sostenere, insieme al rafforzamento della ripresa economica, le vendite durante il 2018.

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