Meloni, la delusione Trump e il ritorno al buon senso europeo

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Immagine di Meloni, la delusione Trump e il ritorno al buon senso europeo

Donald Trump e Giorgia Meloni al summit Nato di Ankara l'8 luglio 2026 (AP Photo/Francisco Seco)

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Nell’intervista di Giorgia Meloni al Nyt il riconoscimento della difficoltà nei rapporti umani e nelle relazioni tra stati con Donald Trump, un’ammissione quasi politicamente ingenua, diventa invece il punto qualificante e significativo. Tra le varie implicazioni c’è la necessità, per l’Italia e il suo governo, di lavorare assieme all’Europa e con gli altri paesi europei. Una scelta motivata nel modo che forse è il preferito dall’elettorato meloniano, cioè senza mistica europeista, ma in base al buon senso e all’interesse nazionale. Ai quali Meloni fa appello anche per rendere non ingenua la sua delusione trumpiana e l’apertura di fiducia iniziale. È come se dicesse che la logica delle cose politiche la ha spinta ad avviare un dialogo con il presidente Usa e anche a metterci un anticipo di simpatia personale, ma che, poi, anche il più ferreo determinismo politico cede di fronte al fattore umano. Senza drammi, tutti incontriamo nella vita qualcuno come Trump, e sappiamo che si tratta solo di tenerli a distanza e di salvare ciò che è utile nei rapporti reciproci.

Le tre "cose" principali

Fatto #1
E poi anche l’Europa ha le sue spine. C’è la questione dei movimenti tra paesi europei, secondo le regole definite a Dublino. Elly Schlein ha criticato il governo per aver sbagliato a provocare i vicini con la sospensione di Schengen e per aver messo l’Italia in una situazione sbagliata e imbarazzante per i rapporti europei. La risposta di Giorgia Meloni
Fatto #2
L’Ucraina potrebbe usare i prossimi finanziamenti europei per sviluppare sistemi difensivi in grado di intercettare e distruggere i missili
I massimi comandanti Nato in Ucraina per la prima volta in otto anni
Fatto #3
Trovate armi ordinatamente custodite in un deposito vicino a Berlino. Per i servizi di informazione tedeschi le armi erano a disposizione di agenti russi in Germania e dovevano essere usate per attentati. Il ritrovamento seguo all’innalzamento del livello di operatività dei servizi tedeschi
A proposito, nuovi casi di ingerenze russe nelle elezioni francesi per il rinnovo della presidenza, questa volta le attenzioni russe sono per Gabriel Attal

Oggi in pillole

  • Il Papa sull’uso dell’AI
  • Va in pensione il magistrato milanese della maxi inchiesta e maxi fallimento sulla presuntissima corruzione internazionale da parte dell’Eni in Nigeria
  • Il petrolio venezuelano sta andando sul mercato in quantità maggiori delle attese e non ci sono abbastanza petroliere
  • Il fisco, giustamente, non fa moralismo, ma va al sodo
  • In Centro e Nord Italia c’è un tempo terribile, per il vento meglio non andare in giro in molte zone della Toscana, in Lombardia ci sono paesi ancora isolati
  • Jannik Sinner salta gli US Open
  • Jasmine Paolini torna dal precedente coach