Il governo Meloni non sta inseguendo Vannacci dopo Ceuta

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

11 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 16:23
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Foto ANSA

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Qualche riflessione estiva sul (presunto) tentativo di rincorsa vannacciana da parte di Giorgia Meloni. C'è un po' di luogo comune giornalistico e tanta voglia di poter raccontare l'invannaccimento della maggioranza, ma la realtà dei fatti e dei comportamenti politici non sembra inserita in questo quadro. Anche nel caso più marcato, e cioè nella reazione sbagliata e spropositata del governo italiano dopo l'ondata di migranti a Ceuta, si vedono semmai certi atteggiamenti già sperimentati da Meloni e certi salvinismi, ma il tono resta ancora lontano dal delirio di chi chiede la remigrazione e, soprattutto, la sponda danese è indubbiamente per governo e maggioranza un aggancio molto potente all'Europa. Nelle altre faccende il melonismo reale resta impiantato in una linea di buon senso e di conservatorismo perfino moderato. Un'invenzione politica, come accade in Italia, ma un'invenzione efficace e sulla quale Meloni farebbe bene a continuare a puntare. E chissà se questa pratica politica inedita in Italia non sia una barriera all'estremismo populista, come la Dc, coadiuvata dai partiti centristi, fece muro per decenni contro il partito neofascista (sì, quello in cui Meloni mosse i primi passi).

Le tre "cose" principali

Fatto #1
Il romanzo estivo però è quello sudaticcio (copyright il Foglio) che unisce e divide Ranucci e Lavitola, con la partecipazione straordinaria di Clesio Gomes e il coro greco della redazione di Report. Ranucci non si occupa di spiegare la sua amicizia spericolata e la butta, con poca fantasia, sulla persecuzione e sul posto di lavoro a rischio.
Fatto #2
L'Iran punta alla posta piena, ma il tempo gioca contro la Repubblica islamica e l'incapacità di decidere da parte di Trump può avere l'effetto di prolungare questa condizione di quasi guerra. Con una pressione sufficiente a far saltare l'economia iraniana e con il mantenimento del blocco ai porti iraniani.
Fatto #3
Ripeschiamo la trumpata sanitaria dell'anno, una tirata antivaccini di cui saranno vittime tanti bambini americani, quelli nati nelle famiglie più deboli e con meno cultura. La vicenda è grave in sé, ma vale la pena di una riflessione sulla ossessione novax come fattore comune, del tutto imprevedibile e insensato, tra populismi estremi, destre varie e qualche curiosità anche da parte dei vari liberali. Le ossessioni non si spiegano, ma la persistenza e la diffusione di quella novax merita attenzione. Proviamo una lista di elementi che potrebbero esserne all'origine. C'è l'idea di intagibilità fisica, che poi cozza con la diffusione di trattamenti estetici e tatuaggi, ma resta forte nel caso dei vaccini. C'è l'idea di perfezione del corpo e delle sue difese naturali, una perfezione che noi possiamo solo guastare e che va recuperata rinunciando alla modernità e non usandone gli strumenti. È una linea di pensiero iper conservatrice ma la troviamo in quasi tutte le ideologie della destra antimodernista. C'è un filone complottista molto solido nato in opposizione all'industria farmaceutica, grazie al quale si arruolano tra i novax ampi pezzi del populismo di sinistra. C'è la difesa sacrale e dogmatica di tutto ciò che riguarda l'infanzia, portata all'estremo trasforma i bambini in templi intoccabili, in attesa di una loro (impossibile) maturazione autonoma, slegata dalle influenze sociali, e forse contiene anche qualche suggestione messianica, in cui la presunta sapienza infantile diventa specchio delle debolezze e delle paure di tutta la società. Come tutto questo vada a colpire Trump e il suo ministro Kennedy lo possiamo intuire ma forse non capiamo profondamente le critiche.
 

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