Trump frena Netanyahu, ma l’asse con Israele resta saldo

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

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Il presidente americano Donald Trump stringe la mano al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago, il 29 dicembre 2025 (AP Photo/Alex Brandon)

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Le fonti ufficiali negano lo scontro e anche l’epiteto, parliamo delle parolacce e delle divergenze durante la telefonata tra Trump e Netanyahu, ma quelli più scafati tra gli osservatori della Casa Bianca raccontano che ogni presidente americano ha il suo momento degli insulti telefonici con gli omologhi israeliani e che, poi, però tutto regolarmente rientra, come se non ci fossero stati scontri né insulti. Insomma, il succo è che ora quello che non sa tanto che fare è Trump e che sono vere le voci su un suo intervento per fermare possibili attacchi di terra (con sostegno locale) contro il regime iraniano e sono vere anche le voci secondo le quali avrebbe fermato l’esercito israeliano impedendo di attaccare i nascondigli di Hezbollah a Beirut. Tutto vero, ma tutto, anche, pronto a girare nella direzione indicata dagli scafati di cui parlavamo prima. E cioè verso un probabile riallineamento tra esigenze israeliane e strategia americana. D’altra parte, Hezbollah ha continuato a lanciare missili e droni contro Israele, anche dopo l’intervento con cui Trump ha imposto lo stop alle armi israeliane verso Beirut. Sembra che ci sia una specie di forza di fondo delle cose, cioè degli schieramenti politici e bellici, contro la quale nessuno sforzo diplomatico riesce ad avere effetto duraturo.
E qualcosa di molto simile avviene a Gaza.

Le tre "cose" principali 

Fatto#1

Sempre lo stesso copione negli attacchi russi contro le città e i civili in Ucraina, ma l’attenzione deve restare alta, per sapere con chi si ha a che fare (nelle Biennali d’arte e altrove). Sono stati usati missili balistici, molte le vittime civili
Ma si parla anche di una possibile offensiva militare russa su un fronte in cui l’esercito di Mosca non ottiene risultati da varie settimane e le autorità Ucraine hanno disposto il trasferimento di varie famiglie civili dalla regione di Kharkhiv, sono 7000 le persone interessate e da mettere in sicurezza.

Fatto#2

Trump stavolta sorprende per il sostegno militare all’Europa e fa sapere di essere pronto a rafforzare il deterrente nucleare
Mentre Rubio dà atto all’Italia dell’impegno per la difesa comune

Fatto#3

Vicenda di qualche giorno fa, faticosamente salita tra i temi di cui discutere nel dibattito politico. Le responsabilità della polizia e dei protocolli imposti ai poliziotti nella morte di questo ragazzo sono evidenti. I conservatori di Kemi Badenoch sono i più impegnati nella lettura politica di questa incredibile ingiustizia, anche perché devono impedire che se ne impadroniscano i populisti di guidati da Nigel Farage. White Lives Matter è il nome, poco fantasioso, del movimento nato dall’indignazione per la morte di Henry Nowak e sarà al centro della scena

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