L'Iran sull'orlo del collasso petrolifero

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

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Due donne iraniane velate, sullo sfondo dei pozzi petroliferi di Shalamcheh, città iraniana vicino al confine con l'Iraq (Morteza Nikoubazl/NurPhoto via Getty Images)

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Donald Trump non troppo scosso dall’attentato, si direbbe un po’ addolcito, effetto raro ma non impossibile, continua con la sua unica mossa ben costruita contro l’Iran e cioè con il super blocco navale. Osservatori esperti di cose petrolifere calcolano pochissimi giorni ancora utili perché l’Iran salvi la sua capacità produttiva di petrolio, perché ora, non potendolo spedire e con minime capacità di raffinazione, semplicemente gli iraniani non sanno dove mettere il greggio estratto. I pozzi, dopo giorni di attività ridotta, subiscono danni cui non si può mettere riparo se non con tempi molto lunghi e grandi investimenti. La trattativa con gli Usa si svolge sotto questa micidiale minaccia, con il flusso finanziario del regime già ridotto e ora in pericolo di dimezzamento. Queste ore, in cui nessuno sembra scoprire le carte, sono molto importanti. La fazione che avrebbe preso il potere in Iran e che ha impedito la precedente trattativa è sotto una micidiale pressione economica e psicologica e, presto, anche militare, perché le forza Usa stanno aumentando di numero e di possibilità operative, mentre Israele è pronto a ricominciare gli attacchi, né intende smettere di fronteggiare Hezbollah in Libano (sempre in attesa di un dialogo con il governo legale libanese).
John Bolton consiglia di andare avanti anche se crede che Trump non abbia idea di cosa fare.

Le tre "cose" principali 

Fatto #1
Donald Tusk avvia la produzione di droni in Polonia con tecnologia ucraina.
Gli azeri sono amici degli ucraini e vogliono far capire che non hanno paura della Russia.
Fatto #2
L’economia cinese non sta reggendo alla guerra in Iran.
Fatto #3
I cinesi ce l’hanno con l’Italia per la pronta estradizione verso gli Usa di una loro sospetta spia arrestata meno di un anno fa a Malpensa, con il sospetto di aver tentato di rubare segreti industriali utili alla produzione di vaccini.
L’esperta di cose asiatiche del Foglio Giulia Pompili (titolare della newsletter asiatica Katane) ne ha scritto oggi e non sarà certamente l’ultima puntata.

Oggi in pillole

  • Le tasse europee e italiane che dovrebbero colpire le energie più inquinanti non sono sostenibili
  • Perché l’Ue e l’Italia a modo suo hanno un problema con benzina, gasolio e cherosene e perché non si tratta solo di scarsità di petrolio ma di un errore industriale
  • Europa e Usa provano una strategia comune e condivisa per minerali e metalli necessari all’industria
  • Gli studenti dell’università di Gent fanno i cosplay dei guerriglieri islamici
  • Italiani ora famosi nel mondo per la violenza contro i simboli dell’Ucraina e della libertà
  • Re Carlo da Trump, dopo tante visite precedenti
  • La questione arbitri per ora è tutta tra arbitri
  • La paura (fondata) dello squalo