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Rutte continua a dire che la Nato 3.0 va secondo i piani, ma nessuno gli crede (e nemmeno a Trump)
Il segretario generale ha detto che la riduzione della presenza americana non avrà “alcun impatto sui piani di difesa dell'Alleanza atlantica”, assicurando: “Esattamente come ci aspettavamo e in linea con l’approccio ‘senza sorprese’”. Però gli alleati europei sono sempre più preoccupati per l’inaffidabilità dell’Amministrazione Trump
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20 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 06:34 PM

Foto LaPresse
Bruxelles. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha faticato a giustificare le decisioni improvvise dell’Amministrazione americana di procedere al ritiro di soldati dall’Europa, violando la promessa che Donald Trump gli aveva fatto di un aggiustamento “senza sorprese” della postura degli Stati Uniti al fine di non scoprire il fianco orientale alla minaccia della Russia mentre gli europei si assumono più responsabilità. “Ciò che sta accadendo al momento è in corso da febbraio dello scorso anno”, ha detto Rutte in una conferenza stampa in vista della riunione dei ministri degli Esteri della Nato che si terrà domani e dopodomani in Svezia: “Gli Stati Uniti rimarranno impegnati in Europa sul nucleare, ma sappiamo che ci saranno aggiustamenti perché gli Stati Uniti devono spostarsi”. Rutte ha assicurato che questo avverrà” progressivamente e in modo strutturato”. Gli alleati europei non la vedono così. Una decisione chiave è attesa già tra due giorni: gli alleati devono concordare il Modello di Forza Nato. Questo è il dispositivo con cui ogni paese membro dell’Alleanza designa le forze nazionali a disposizione del comando supremo alleato in Europa della Nato in tempo di pace, di crisi e di guerra. Trump infliggerà un altro colpo alla deterrenza della Nato?
Nella riunione che si terrà domani e dopodomani a Helsingborg in Svezia, i ministri degli Esteri devono preparare il vertice dei capi di stato e governo di luglio ad Ankara. L’obiettivo rimane lo stesso degli ultimi 15 mesi: cercare di assecondare Trump, affinché gli Stati Uniti rimangano impegnati nella difesa dell’Europa. Rutte ha spiegato che sono in corso “discussioni informali” sulla possibile partecipazione a una missione per garantire la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz, anche se non c’è ancora un consenso tra gli alleati. Ma l’argomento più caldo della riunione di Helsingborg è il ritiro degli Stati Uniti dal continente. Rutte sostiene che tutto va secondo i piani della “Nato 3.0” cara all’Amministrazione Trump. “Parte integrante del mantenimento della forza di questa Alleanza è la ridefinizione delle responsabilità. Si tratta di abbandonare l’eccessiva dipendenza da un singolo alleato per giungere a una più equa condivisione della responsabilità per la nostra sicurezza collettiva”, ha detto il segretario generale. “L’Europa e il Canada stanno aumentando i loro sforzi, investendo di più e assumendosi maggiori responsabilità in materia di difesa convenzionale. E come previsto anche gli Stati Uniti si stanno adattando. Questo cambiamento non si osserva solo nell’adeguamento del dispiegamento delle forze statunitensi in Europa, ma anche nella nuova distribuzione dei ruoli di leadership, per esempio nella struttura di comando della Nato, dove l’Europa guiderà tutti e tre i comandi delle forze congiunte, mentre gli Stati Uniti guideranno i tre comandi delle componenti”, ha detto Rutte. Il segretario generale ha lodato non solo Trump, ma anche il vicepresidente J. D. Vance per il fatto che esige che l’Europa si assuma il carico della sua difesa.
Gli alleati europei della Nato, invece, sono sempre più preoccupati per l’improvvisazione e l’inaffidabilità dell’Amministrazione Trump. La Germania ha vissuto come una punizione la decisione di Trump di ritirare 5 mila soldati dal paese, dopo che il cancelliere Friedrich Merz ha criticato la sua condotta della guerra in Iran. La Polonia non è stata praticamente informata della decisione del Pentagono di annullare il dispiegamento di 4 mila soldati. Secondo Rutte, ogni decisione “era attesa”. Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha invece spiegato che “non c’è ancora una conferma affidabile” del ritiro da Germania e Polonia. “L’unica cosa che ci è arrivata è che la decisione è inserita in un piano per ridurre di una unità il numero di brigate americane in Europa”.
Diversi diplomatici si aspettano un’altra sorpresa al momento della decisione sul Modello di Forza Nato (“Nato Force Model” in inglese). Tra due giorni a Bruxelles saranno i capi della Difesa a dichiarare quante forze ciascun paese alleato è pronto a impegnare in caso di aggressione. Il Modello di Forza Nato è la “cavalleria” dell’Alleanza. Si basa su un sistema di prontezza a tre livelli: il primo livello comprende le forze che possono intervenire in un lasso di tempo da 0 a 10 giorni; il secondo livello include quelle che possono essere dispiegate fino a 30 giorni; il terzo livello rappresenta le truppe da mobilitare entro sei mesi. Queste ultime sarebbero chiamate a intervenire non solo in caso di attacco contro un membro della Nato, ma anche per cercare di liberare il paese. Il Modello di Forza Nato è una componente essenziale della deterrenza convenzionale. Secondo Reuters, l’Amministrazione Trump si appresta a comunicare agli alleati la riduzione del numero di soldati che gli Stati Uniti rendono disponibili nell’ambito del Modello di Forza Nato. Rutte ha detto che la riduzione della presenza americana non avrà “alcun impatto sui piani di difesa della Nato”. Il segretario generale non ha voluto anticipare quale sarà la decisione dell’Amministrazione Trump. Ma ha assicurato che “esattamente come ci aspettavamo e assolutamente in linea con l’approccio ‘senza sorprese’”.