di cosa parlare stasera a cena
L'affetto ritrovato tra Macron e Meloni
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Foto ANSA
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Partiamo, perché è anche un piacere parlarne a cena, dall’affetto ritrovato tra Macron e Meloni.
I quattro leader europei, oltre ai due già citati ci sono Starmer e Merz, parlano al mondo, ma di più parlano a loro stessi e ai loro paesi. Far valere il diritto alla libera navigazione è un impegno notevole, per il quale i quattro non sono però sufficientemente attrezzati, se non per ruoli successivi a una pacificazione tra Usa e Iran che arriverà per altre vie. Ma il segnale politico interno ha, invece, un suo peso. Con tutto l’impatto della formula del quartetto, visivamente proiettato oltre la Brexit e verso un’Europa non sovranista. Parole e impegni si fanno sempre più vincolanti e portano a organizzare la presenza dei paesi europei, con sostegni e alleanze internazionali, anche nelle partite che si giocano con la forza, con la capacità di deterrenza. collegati, c’erano anche tutti gli altri, a cominciare dai nordici.
È una novità nella storia europea e anche nei rapporti transatlantici. E se Keir Starmer butta via la relazione speciale e dà per superata, di fatto, la Brexit, Giorgia Meloni ridisegna la sua collocazione europea, non semplicemente perché abbandona il ruolo (mai assunto e sempre attribuito per pigrizia giornalistica) di mediatore verso Washington, ma soprattutto perché prova a cancellare un decennio di polemiche velenose contro l’Europa e di inconcludente sovranismo. Chissà che commenti in certi ambienti leghisti, ma l’impresa vale il prezzo.
Per contro ci sono ambienti leghisti molto interessanti proprio riguardo alle scelte del quartetto.
Le tre "cose" principali
Fatto#1
Nel frattempo, e cioè mentre i nostri fantastici quattro si impegnano per la libertà di navigazione, Donald Trump scrive che lo stretto di Hormuz è stato liberato dalle minacce iraniane e le navi possono passare.
Fatto#2
Axios sta ripetendo da ore che l’accordo è vicino e che l’Iran ha accettato di cedere l’uranio su cui stava lavorando per produrre armi nucleari.
C’è una buona risposta dalle Borse mondiali e arriva fino a Milano.
Fatto#3
Ripeschiamo Benjamin Netanyahu che parla del possibile dialogo con il governo libanese, con Trump a fare da organizzatore.
Oggi in pillole
- Anche Confindustria guarda verso l’Est putiniano per sistemare la bolletta energetica, ma, forse, se gli impegni presi nel Golfo sono credibili anche la disperata ricerca di gas russo può essere archiviata
- Se a Hormuz si passa anche questo allarme non allarma più, ma, per ora, può meritare altre due chiacchiere a cena
- Péter Magyar nel sontuoso parlamento ungherese (mentre gli orbaniani continuano a bruciare documenti compromettenti)
- Il Foglio, e voi a cena, si diverte a far impazzire l’ingranaggio della macchina con cui il campo largo dovrebbe scegliere la candidatura per la guida del governo
- Forza Union Berlin e tanto tifo per il debutto in Bundesliga di Marie-Louise Eta alla guida della squadra
- E il disastro italiano