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Sul Def l'opposizione critica Meloni, ma per le ragioni sbagliate
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
di
12 APR 23
Ultimo aggiornamento: 04:30 PM

Foto di Giuseppe Lami, via Ansa <br />
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Una cosina per parlare a cena potreste dirla sul Def, osservando che i due interventi (mancati), per i quali Giorgia Meloni viene accusata (dall’opposizione!) di poco coraggio e di aver messo giù uno schema di politica economica poco ambizioso, sono la flat tax e la rivalutazione delle pensioni. È vero, eh, non c’è traccia di indicazioni per il passaggio alla unica aliquota, piatta, da riequilibrare con modifiche a deduzioni e detrazioni. Ed è vero anche che non viene toccato l’impianto della riforma già Fornero e poi un po’ rimasticata ma fedele nelle grandi linee al saggio e benemerito lavoro che venne fatto durante il governo di salvezza nazionale guidato da Mario Monti.
Non c’è un soldo sulle rivalutazioni automatiche di pensioni anche poco superiori alla media, niente, nisba. Ma, capiremmo, in tema, le proteste leghiste o quelle dei pensatori economici vicini al trio leghista Bagnai-Borghi-Rinaldi, mentre ci si vede meno un Carlo Cottarelli, pure piuttosto puntuto dalle colonne di Repubblica. Insomma, Meloni è criticabile per tante cose, ma non per aver stoppato le misure autodistruttive della destra da talk o da campagna elettorale.
Mentre le risorse disponibili le ha messe sulla riduzione del carico fiscale per i redditi medi e bassi da lavoro dipendente. Cioè esattamente quello che volevano e che hanno anche fatto quando possibile i partiti di sinistra. Il Foglio vede un Mattarelloni, un’ibridazione positiva tra la cultura politica e il potere del presidente della Repubblica e la carica vincente della presidente del Consiglio, qui si suggerisce anche un’altra derivazione un po’ inaspettata, perché sembra di vedere in Meloni qualcosa di Romano Prodi, nell’accortezza e nell’intelligente opportunismo con cui cogliere ciò che le condizioni generali dell’economia e della politica possono offrire.
Le tre "cose" principali
Fatto #1
Le famose nomine sono arrivate. Molta continuità, Roberto Cingolani che diventa un campione di apprezzamento trasversale (conta l’intelligenza, e questo fa piacere, e conta anche una sua certa capacità politica, sempre esercitata da tecnico, ma con un piglio americano, cioè di quei tecnici che sanno cos’è lo spoil system e sanno ragionare con i politici), molto melonismo anche se applicato alla moderazione e non allo stupore del mondo
Fatto #2
Fatto #3