La sberla di Letta agli indifferenti: “Se vince Le Pen vince Putin"

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
22 APR 22
Ultimo aggiornamento: 16:30
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 Enrico Letta (Ansa)

Bisogna impicciarsi, farsi i fatti degli altri, schierarsi nelle competizioni in cui non siamo direttamente impegnati. Parliamo, ovviamente, di sfide elettorale e di Europa. Ma, più si crede nella necessità e nell’efficacia della formula europea e più è importante cancellare la neutralità nelle elezioni altrui, perché sono tutte partite politiche che ci toccano direttamente e solo una sana ingerenza garantisce il salto di passo con cui costruire un’Europa più forte. Insomma, va dato atto a Lilli Gruber di aver mostrato, con una domanda che ha preso meno di due secondi, quanto sia insulsa e fuffosa gran parte della politica mediata attraverso i talk e le altre forme di dibattito pubblico.
Perché quella semplice domanda sulla scelta di schieramento tra Marine Le Pen e Emmanul Macron, applicando i concetti indicati sopra, è la domanda dirimente per l’Europa del futuro e di questo bisogna parlare, non di altro. Invece, nel talk, prevale lo spostamento dell’attenzione su temi buffi, laterali, inesistenti, ininfluenti, qui quali però prospera la discussione. Mentre la semplice domanda gruberiana (il tema, lo sappiamo bene, è anche squisitamente fogliante), con il suo secondo e qualche cosa di durata, è bastata per ammutolire o ridurre al cincischiamento il leader dei 5 stelle e già bipresidente del consiglio, Giuseppe Conte.

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