di cosa parlare stasera a cena

La coerenza di Letta, la forza autonoma di Draghi e i timori Ue sul debito italiano

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Ecco, per parlarne a cena (se avrete ancora voglia di parlare di Quirinale, dopo i riscaldamenti mattutini, le maratone pomeridiane e in concorrenza con il dopo-voto e l’analisi dei talk serali) Enrico Letta a Cnbc un anno fa sulla crisi che ha portato a Mario Draghi. Quest’anno, invece, sempre alla Cnbc dice, con ragione, che “il suo ruolo è proteggere Draghi”.

 
Insomma, non stiamo lì a inchiodarlo a stupide coerenze, ma notiamo, invece, come l’intervista alla rete americana di un anno fa rappresentasse bene il suo tentativo di salvare capra e cavoli, quindi il buon rapporto con i 5 stelle, mostrando di avere a cuore il governo Conte, salvo poi diventare saldi sostenitori di quello poi affidato a Draghi. E, quest’anno, la nuova intervista serva addirittura a intestarsi una specie di tutela di Draghi. Il giorno giusto per Enrico Letta è giovedì, alla quarta votazione. Mentre per fermare la proposta di Franco Frattini si è vista all’opera una solida (rarità) intesa tra Letta e Matteo Renzi.

 
Tutti a fare rose, sia a destra sia a sinistra. Il metodo un po’ stupisce, se non altro perché denota una certa vaghezza strategica mentre è in corso la seconda votazione. Le rose rese pubbliche sono molto difficili da gestire tecnicamente. Immaginiamo che l’obiettivo sia quello di far arrivare a destinazione almeno uno dei rosisti o rosati, ma le complicazioni sia di ordine politico sia matematico che si parano davanti fanno impallidire. Sembra quasi un modo per chiedere che venga bocciata in blocco l’intera rosa per aprire poi la strada un altro fiore.
Resta la forza autonoma della candidatura di Draghi al Quirinale. Gli sforzi identitari, condotti senza grandi capacità politiche, di queste ore sembrano destinati a non portare a risultati. O, peggio, a portare in caso a risultati che potrebbero poi rivelarsi non voluti, quasi sfuggiti di mano. Matteo Salvini parla con aria da grande organizzatore di cose, ma non riesce a dire nulla di più di un generico “finiremo in settimana” per poi buttarla in confusione citando la questione energetica.

  
Una curiosità: Pierferdinando Casini da ragazzo somigliava (solo fisicamente, eh) a Alessandro Di Battista. Il quorum torna a 673.

 


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Le tre "cose" principali

Fatto #1

Commissione europea un po’ preoccupata per gli eccessi di spesa corrente (e conseguente crescita del deficit) in Italia. Paese citato espressamente nella relazione con cui il vicepresidente Valdis Dombrovskis ha aperto l’incontro dei comitati economici del parlamento e della Commissione. Dopo l’Italia, ma con un grado minore di preoccupazione, vengono esposti i casi di Lettonia e Lituania, entrambe con tendenze di crescita del deficit fuori misura ma certamente non in grado di produrre crisi di sistema a livello europeo. La Commissione resta però a favore della gradualità e della prudenza e dice che la riduzione dei deficit, utile e raccomandabile, andrà avviata solo quando le condizioni lo permetteranno.

  

Fatto #2

La breve e non troppo gloriosa storia autonoma di Ita, prossima a passare sotto il controllo di Msc e Lufthansa. La novità interessante è il coinvolgimento del super gruppo dei container, primo al mondo, nella proprietà e nella gestione del vettore aereo centrato sull’Italia. Si tiene sulle generali il nostro caro Andrea Giuricin.

  

Fatto #3

L'Arera (lodevolmente) stabilisce le regole e i livelli minimi di qualità per la raccolta dei rifiuti nelle città italiane. Obiettivi entusiasmanti ma resta qualche dubbio sulla capacità di ottemperare da parte delle aziende comunali.
 
Tra un nome e l’altro si ricorda che il 29 c’è da fare un altro presidente, quello della Corte costituzionale

  

Oggi in pillole