La partita per il Colle e la deroga agli Australian Open per Djokovic

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
4 GEN 22
Ultimo aggiornamento: 17:30
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Senza prendercela, e poi perché dovremmo, guardiamo serenamente alla presa di posizione di Massimo D'Alema nella partita per il Quirinale. C'è un fatto, sul quale è stato bene che ci fosse chiarezza, e cioè l'esistenza di un consistente schieramento interno al Pd e contrario all'elezione di Mario Draghi alla presidenza. C'è una quota di opposizione identitaria e fortemente politica. Draghi non ha a che fare storicamente e ideologicamente con la parte del Pd di più diretta emanazione della sinistra tradizionale. E, insomma, che lo dicano non dovrebbe sconvolgere nessuno, anche se la linea del partito sembra, serve un sembra, pro-Draghi. Allora all'esplicitazione dalemiana e bettiniana andrebbe contrapposta, semmai, altrettanta esplicitazione. Però servono argomenti politici e non solo il banale e callido richiamo alla personalità super partes. Occorre un Draghi più politicizzato, se possiamo dir così, operazione utile perché chi lo sostiene ne ricavi vantaggi politici e anche elettorali.

Le tre "cose" principali

Fatto #1
Fatto #2
Fatto #3

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