di cosa parlare stasera a cena
La "visita di controllo" del governo e l'Etna visto dallo spazio
Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

Immagine creata con dati di Copernicus Sentinel (2021), processati dall'ESA, CC BY-SA 3.0 IGO <br />
Torna a colorarsi in modo un po’ più intenso la cartina regionale dell’Italia e dall’Istituto superiore di sanità arriva l’esortazione a stare ancora un po’ a casa, di fronte a uno scenario che viene definito “in peggioramento” da parte dell’Istituto superiore di sanità. Da domenica tornano arancioni Campania, Emilia-Romagna e Molise. E, in caso di concentrazione locale di contagi con nuove varianti, il ministero è pronto a istituire specifiche zone rosse. Mentre l’andamento dei casi quotidiani non accenna a rallentare, anche se non corre in modo incontrollato
Anche in Germania si è dovuto allungare il periodo delle forti riduzioni di mobilità e vita sociale. Nei Paesi Bassi il governo interverrà nuovamente con legge dopo che una corte amministrativa aveva dato ragione a un comitato di cittadini contrari al lockdown. Sono i nervosismi e l’esasperazione comprensibili in questi ultimi giorni. I governi devono avere polso fermo e coraggio. I vaccini faranno il resto
Intanto, però, l’Italia spezza le reni a San Marino (come se poi un focolaio dentro al nostro territorio nazionale non fosse un problema perché l’amministrazione pubblica è diversa)
Le tre "cose" principali
Fatto #1
Non c’è stata molta attenzione giornalistica ma oggi Draghi ha parlato di un tema essenziale per la riuscita del piano di ricostruzione. E lo ha fatto intervenendo all’apertura dell’anno giudiziario della Corte dei conti, appuntamento non seguito in passato da altri presidenti del consiglio. Ha citato la cosiddetta “paura della firma”, l’espressione che si usa per indicare il blocco decisionale e operativo che colpisce soprattutto gli enti locali e parti della pubblica amministrazione, soprattutto per non incorrere nell’abuso d’ufficio e nel falso ideologico. E Draghi ha parlato di fronte ai magistrati che, più di altri, sono lo spauracchio degli amministratori. Perché è molto più temuta la parte relativa alla responsabilità erariale di quanto lo sia quella penale (spesso molto rumorosa all’inizio delle indagini ma non efficace quando si arriva al vaglio del tribunale). Draghi ha chiesto che i magistrati contabili diano preventivamente (ha parlato di ruolo consulenziale) agli amministratori qualche utile indicazione per evitare sia il blocco della firma sia esiti giudiziari pesanti. Ha usato un’espressione che sembra quasi ingenua nel paese degli spazzacorrotti, delle mani pulite, dei calzini da rivoltare, quando ha chiesto di “andare oltre le schermaglie normative” e di lavorare per “costruire un solido rapporto di collaborazione tra pubblici funzionari e Corte dei conti”, e, più avanti, ha invocato una “leale e costruttiva collaborazione tra chi agisce e chi controlla, un principio che deve guidare tutti i servitori dello stato: controllati e controllori”. Sullo sfondo di tutto questo, ovviamente, la necessità di preparare il terreno a un uso efficiente, verificabile e veloce dei fondi next generation Eu. Prendiamo dal sito di Stefano Ceccanti (che ne ha colto l’importanza) il link al discorso di Draghi
Fatto #2
Fatto #3
Il Movimento 5 stelle passato al setaccio dal governo Draghi, i più restano e cercheranno di darsi obiettivi politici un po’ più interessanti della protesta fine a sé stessa.