Dalla transizione ecologica alla transizione politica

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
11 FEB 21
Ultimo aggiornamento: 16:56
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(foto LaPresse)

Sì, il tema non è la transizione ecologica, che, figuriamoci, è interessantissima, ma più divertente è la transizione politica. Non dateci dei politicisti, eh, e poi a cena (contrariamente alle vecchie regole del galateo) non c’è niente di meglio della politica per chiacchierare. Quindi, la transizione politica, per la quale non c’è un ministero apposito, sarà il processo cui guardare con interesse nei prossimi mesi. Perché potrebbe riuscire alla Lega ciò che qui, con la leggerezza delle chiacchiere a cena, avevamo suggerito ai 5 stelle e cioè di buttarsi sui cavalli vincenti, europeismo e politiche liberali, senza stare a farsi troppi scrupoli rispetto al proprio passato sovranista e dirigista. I 5 stelle ci vogliono arrivare forse ma seguendo il sentiero verde, che è stretto, ma loro preferiscono così. E d’altra parte al Parlamento europeo avevano occhieggiato al gruppo verde per uscire dal limbo anti-tutto in cui si erano cacciati con le prime mosse pro-gilet gialli e con altre sciocchezze. Per i leghisti invece si apre una strada più tradizionale e più battuta, visto il loro indiscutibile radicamento non tanto presso i mitici ceti produttivi del nord quanto presso un elettorato storicamente moderato al quale i toni truci di Salvini avevano solo apportato qualche compagno di strada (che so, i tedeschi dell’Afd) dal quale è bene invece stare a distanza. Allora via con la transizione politica, sarà la vera cifra del governo trasformativo di Mario Draghi. Mentre lui governa i partiti lavorano al loro reset. Sì, ce n’è per tutti. Dei 5 stelle e dei leghisti si è detto, ma non trascurate il Pd, che se ne sta sornione ma potrebbe cogliere, ci vuole un po’ di tempo, il frutto di una collaborazione onesta e leale al governo Draghi e intestarsi il presidio di temi legati al lavoro, alla pubblica amministrazione, ai diritti. Il tutto avrà sullo sfondo la sfida per la nuova legge elettorale, ma non corriamo troppo. Però un problemino si porrà, prima o poi, alle elezioni: come regolarsi, da elettori, se dicono tutti le stesse cose?

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