Il vaccino di AstraZeneca e la squadra di Biden

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
23 NOV 20
Ultimo aggiornamento: 17:50
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Foto LaPresse

Fatto #1

Un altro vaccino che funziona e di cui avevamo seguito i primi passi da Pomezia, la cittadina vicino a Roma dove per un’antica tradizione (era l’area più vicina alla capitale con i benefici della Cassa del mezzogiorno) si sono installate molte aziende farmaceutiche, tra cui a suo tempo anche grandi multinazionali, e da quel distretto poi sono nate molte iniziative locali come quella coinvolta nell’elaborazione del vaccino. Il vaccino finalizzato da AstraZeneca ha un’alta percentuale di efficacia e soprattutto si presta a una distribuzione semplice, senza esigenze speciali di temperatura (basta stare sotto agli 8 gradi) e con una somministrazione meno complessa. E’ un vaccino diverso dai primi due presentati al mondo, entrambi basati sulla nuova tecnica che agisce sull’Rna. Quello di AstraZeneca invece usa una tecnica già usata in passato, ad esempio, per Ebola, Ah, poi ci sono anche le terapie, negli Usa parte la produzione massiccia di Regeneron, sì, è l’anticorpo monoclonale che è stato usato per curare Donald Trump (ma tenete sempre a mente che quello in arrivo in Europa e prodotto dallo staff del professor Rino Rappuoli).

Fatto #2

Parlate, anche per darvi un tono, della scelta fatta da Joe Biden come nuovo segretario di stato. Toccherà a Antony Blinken, forte di un ottimo rapporto col presidente eletto e perciò in grado di far contare i suoi programmi in politica estera come se fossero quelli della Casa Bianca. Per noi europei è figura di speciale interesse, perché dalla politica estera attendiamo i maggiori cambiamenti rispetto ai tentativi trumpiani di scardinare il rapporto atlantico e indebolire l’Ue. Da tenere d’occhio anche la squadra femminile dell’amministrazione Biden.
Fatto #3

Oggi in pillole

Sardegna (o continente) sempre più isolati. La sfida sulle concessioni porta a ritorsioni da parte di Tirrenia e al taglio di molte frequenze verso l’Isola. Un lockdown aggiuntivo di cui non si sentiva il bisogno